La MAT SIDE JIU JITSU Molfetta, scuola di NOGI grappling e Brazilian Jiujitsu nata nel 2006 a Bari, inizialmente col nome di SUBMISSION FIGHTING UNION, per iniziativa di Vanni Altomare.
Già attiva e presente nel campo, vanta già il conseguimento di numerosi titoli, e può contare su giovani talenti che cominciano ad affacciarsi nell'agonismo.
Nel 1998 Vanni Altomare consegue il grado di cintura nera di Judo. Oltre a questa disciplina pratica lotta libera e NOGI Grappling.
Nel 2010 è stato investito del grado di cintura blu di brazilian jiujitsu dal Maestro Bernardo Serrini.
Nel 2012 ha conseguito il grado di cintura viola, dal Maestro Roberto Atalla de Moraes. Nel 2014 consegue il grado di Cintura marrone di Brazilian Jiu Jitsu.
Il 5 giugno 2016 Riceve la cintura nera da Bernardo Serrini.

Oggi è l'unico centro accreditato dalla MAT SIDE nel sud d'Italia.

Quest'anno le lezioni saranno tenute presso il centro sportivo THE BOX - CrossFit Molfetta.

PER CONTATTI: vannialtomare@gmail.com

mercoledì 26 ottobre 2011

Livorno Grappling Challenge 2011



Quest'anno la prima gara della stagione, ha visto scendere in campo il solito immancabile Luigi Germinario e Mimmo Vestito, rispettivamente al loro esordio in classe A e B.
Un'appuntamento a cui nessun membro della squadra pugliese della RGC aveva mai preso parte: il Livorno Grappling Challenge.
Purtroppo avrei voluto prendervi parte, ma gli imminenti impegni all'estero e la preparazione, nonchè organizzazione (più che altro monetaria) per le prossime gare, hanno imposto a tutti i membri della accademia di dividerci fra i vari appuntamenti.
I nostri due baldi eroi partono alla vota di Livorno, dunque, il sottoscritto e consorte per Parigi, successivamente, tutti quanti appassionatamente a Milano, per il Milano Jiu Jitsu Challenge.

Stavolta sapevo che sia Luigi che Mimmo sarebbero stati impegnati in una gara difficile, perchè impegnati a partecipare in classi più impegnative. Ma a quanto pare stimavo con difetto le capacità dei miei uomini.
Cominciamo da Mimmo. Affronta i primi due avversari, pare due wrestler americani, battendo il primo 7 - 0, e il secondo 4 - 0. Perde la finale contro un istruttore RGC proveniente da Pistoia, molto esperto. Ottimo argento, per un Mimmo che va sempre più prendendo coscienza delle proprie capacità.

E' la volta di Luigi. Combatte contro Marcel Leteri Sasso, la cintura nera di BJJ titolare della nazionale italiana di grappling. Non essendo stato presente non sono in grado di esprimere un giudizio sulla lotta, ma quel che è certo è che perde 2 -0... un risultato a cui non avrei mai sperato. Disputa la seconda lotta contro un lottatore di Greco Romana dell'est europeo con il quale perde alla monetina dopo un combattutissimo 1 - 1.

Questa gara ci regala un Bronzo in classe A e un argento in classe B, un bottino più che soddisfacente, ma quel che più conta è che cresce sempre di più la convinzione che qui a Molfetta si sta sempre più consolidando una classe agonistica di lottatori di livello, che dimostrano con i fatti la loro preparazione e la loro esperienza sul campo.

Complimentoni a tutti ragazzi... sono orgoglioso di voi!!!!!

P.S. : a breve video degli incontri!!!

martedì 18 ottobre 2011

Ansia da prestazione agonistica


Stavolta vorrei parlare di un problema che interessa tutti i praticanti di bjj/grappling che si apprestano a calcare il tatami delle gare, ma più in generale, qualunque atleta, ovvero l'ansia da prestazione preagonistica.
Inutile nasconderlo, l'ansia prima di salire sul tatami colpisce tutti, novizi e grandi campioni, in misura differente magari, ma comunque è presente, anche se non si manifesta o se viene nascosta.
L’ansia, in generale, è un segnale che indica lo stato d’impotenza di fronte ad una situazione, che il soggetto vive come una minaccia, esterna (sentire un pubblico contrario) o interna (es. timore di incontrare un avversario).
Può essere considerata un particolare evento emozionale con caratteristiche multidimensionali, poiché essa produce delle modifiche su quattro livelli: fisiologico, cognitivo, emotivo e comportamentale.
Dal punto di vista fisiologico le risposte di attivazione più comuni risultano essere: il respiro affannoso (che può condurre all’asma) l’aumento della tensione muscolare, la tachicardia, l’aumento della sudorazione, l’emicrania, i dolori addominali, i disturbi gastro-intestinali, l’ipertensione arteriosa, la secchezza delle labbra, le alterazioni del sonno, fame nervosa o chiusura d’appettito, l’oppressione toracica, il frequente bisogno di urinare, i tic… .
Dal punto di vista cognitivo le risposte riguardano: l’eccessiva preoccupazione di non riuscire a ..., la convinzione di non essere in grado di …, i ricorrenti pensieri di pericolo, l’incapacità di concentrarsi, le aspettative negative sugli esiti della gara, uno stato costante di vigilanza, la rigidità di pensiero.
Dal punto di vista emotivo le principali risposte sono accomunabili al senso di disagio, ad uno stato di confusione mentale, ad uno stato di apprensione eccessiva, ad un senso di paura e di tensione, alla sensazione di avere uno scarso controllo della situazione, ad un senso di disistima, al negativismo estremo.
Dal punto di vista comportamentale, infine, le risposte più estreme conducono ad atteggiamenti di fuga dalla situazione, e conseguentemente ad un peggioramento nelle performance, e nei casi più gravi, potrebbero rendere il soggetto inabile per un determinato periodo di tempo; ciò può avere origine dall’abbassamento del livello d’autostima positiva del soggetto, nonché dal peso di risposte fisiologiche ostacolanti e di risposte cognitive caratterizzate dalla presenza di belief disfunzionali.
L’ansia pre-agonistica è comune a tutte le età, ma specie nei bambini e negli adolescenti, per i quali, da un lato, la motivazione ad autoaffermarsi, attinente allo sviluppo del sé, e dall’altro, la ricerca di consenso e di approvazione sociale, attinente allo sviluppo sociale, risultano essere significative.
L’ansia è un’emozione correlata alla vita, che a livelli moderati assume per l’atleta, e per l’individuo in generale, una connotazione positiva, in quanto crea motivazione e ci spinge a mobilitare le nostre risorse personali, mentre a livelli esponenziali, essa è bloccante ed impedisce di attivare in maniera efficace tutte le risorse di cui disponiamo.

Sia come atleta che come istruttore, nel corso della mia esperienza, ho dovuto più e più volte affrontare questo problema, sia in prima persona che con i miei studenti, e, anche se ritengo di aver superato questo scoglio a livello personale, credo che, in futuro, mi ritroverò sempre a dover supportare ragazzi che si affacciano all' agonismo, e che devono affrontarlo.
Ovviamente non sono uno psicologo sportivo, e nel corso degli anni, mi sono dovuto documentare più volte per poter riuscire a trovare degli approcci corretti per la risoluzione di questo gravoso problema. Quello che mi propongo di fare con questo pezzo, è semplicemente fornire dei suggerimenti a tutti coloro che soffrono di ansia preagonistica e  a tutti coloro che, in qualità di istruttori, hanno il dovere di fornire un supporto ai propri studenti.


Il livello d’ansia, che subentra in situazioni di gara o di competizione, dipende dal nostro particolare modo di valutazione degli eventi sulla base dei pensieri che abbiamo appreso nell’arco della nostra vita.
Nello specifico se carichiamo di eccessivo peso una determinata competizione o sopravvalutiamo il potere dell’avversario, e al contempo sottostimiano le nostre abilità e competenze per far fronte alla situazione, raggiungeremo con molta probabilità elevati livelli d’ansia.
Pertanto, riassumendo, l’ansia pre-agonistica, viene generata da una doppia valutazione disfunzionale: la prima che tende a sovrastimare la situazione; la seconda, invece, che tende a sottostimare le proprie risorse personali.

Le cause principali cui attribuiamo gli eventi sono: l’abilità, che un fattore interno e stabile nell’individuo; l’impegno, che è un fattore interno ma instabile (che può variare); il grado di facilità/difficoltà del compito, che è un fattore esterno e stabile (non dipende dal soggetto) e la fortuna/sfortuna, che è un fattore esterno ma instabile.

L’ansia pre-agonistica, può derivare, in soggetti timidi, introversi e con bassa fiducia in se stessi, anche dall’imbarazzo per la presenza del pubblico, dalla paura che gli altri possano emettere giudizi negativi relativi alla propria persona e/o alla propria performance.
Quindi, in questi casi, il fattore scatenante riguarda il pensiero che quella specifica situazione richieda una qualche forma di giudizio o di valutazione della propria prestazione.
Un altro fattore scatenante potrebbe essere connesso ad un infortunio; nello specifico l’atleta che ha subito una lesione nel corso di una gara, possibilmente potrebbe essere rimasto traumatizzato dall’evento, e perciò la situazione "gara", rievocherà in lui quel ricordo traumatico, e in concomitanza la manifestazione di sintomi d’ansia.
Infine, assume anche un valore preminente nell’influenzare la situazione emotiva dell’atleta il rapporto con l’allenatore, il quale, talvolta, può manifestare aspettative troppo elevate o può esercitare eccessive pressioni o richieste, esaltando più l’aspetto tecnico nel lavoro con l’atleta, e sottovalutando, invece l’aspetto psicologico ed educativo della relazione.
L’allenatore, invece, dovrebbe manifestare la sua stima nei confronti dell’atleta, gratificandolo durante l’allenamento, comunicandogli previsioni ottimistiche, relative alla sua futura prestazione.

GLI EFFETTI
L’ansia pre-agonistica presente negli atleti può avere riflessi positivi o negativi sulla performance sportiva, a seconda della sua intensità.
Esiste una stretta correlazione tra tensione-ansia e performance, che può essere rappresentata graficamente con una curva ad U rovesciata, definita anche come legge di Yerkes e Dodson (1908).
La performance ottimale si ha ad un livello moderato di emotività (ansia positiva): un aumento o una diminuzione di tale livello genera effetti negativi.
Nello specifico, senza tensione mancherebbero livelli adeguati di motivazione e di interesse alla competizione, nonché la spinta ad attivare positivamente le proprie forze; d’altra parte, troppa ansia inibisce l’attività, in quanto mette in moto solo attività di difesa.

L’ansia pre-agonistica genera un circolo vizioso caratterizzato da emozioni e pensieri che si influenzano reciprocamente: apprensione (pensiero associato "oggi ci sarà la gara"), preoccupazione (pensiero associato "temo il confronto con l’avversario, oppure "temo di sbagliare") e ansia (pensiero associato "penseranno che non sono brillante").
Le conseguenze sulla persona riguardano: dal punto di vista fisiologico, un innalzamento dell’arousal, ossia del livello di attivazione sottocorticale, mentre dal punto di vista psicologico l’innescarsi di una forma più o meno elevata di tensione, che conduce ad una sensazione di impotenza nell’affrontare una determinata situazione di gara.

Quando l’ansia assume aspetti oppressivi, ovviamente casi estremi, quando lo stato d’impotenza duri troppo a lungo o venga innescato frequentemente, essa viene somatizzata, e si trasforma in angoscia.
La tachicardia, l’asma, l’ipertensione arteriosa……., cioè tutte quelle modificazioni fisiologiche, di cui abbiamo parlato sopra, non sono altro che conversioni patologiche di uno stato d’ansia.
L’ansia pre-agonistica può inevitabilmente generare sentimenti di inferiorità nell’atleta, specialmente se essa è associata ad un bisogno di successo che assolutizza il valore della prestazione.
Il rischio maggiore è quello di incorrere in modalità ossessive, che oscurano il valore ludico dello sport, e che, incrementando i livelli d’ansia dell’atleta, contribuiscono ad un ulteriore peggioramento delle sue performance. Molti ragazzi, in palestra brillanti, non riescono ad esprimere adeguatamente il loro valore in gara.

LE STRATEGIE DI GESTIONE


Il primo passo da compiere, in questi casi è quello di riconoscere il problema; ciò implica prendere coscienza di esso ed essere pronti ad affrontarlo.
Successivamente sarà possibile intervenire insegnando all’atleta a non concentrare la sua attenzione solo sui pensieri negativi (comportamento tipico dei soggetti ansiosi), bensì a pensare in modo positivo.
In tal senso utili possono essere considerate delle formule del training autogeno, atte a predisporre alla calma (es. "Ce la metto tutta, ma se non va, andrà meglio la prossima volta", "Sono tranquillo e padrone dei miei movimenti"); o ad incrementare l’autostima (es. "Affronto la gara sicuro e fiducioso", "Mi muovo agile e veloce"); o a materializzare all’esterno il problema dell’ansia come fosse un nemico da sconfiggere ("L’ansia è una brutta bestia, ma io la vincerò").
Per quanto concerne gli esercizi complementari del training autogeno, quelli del cuore e del respiro sono i più indicati per cercare di controllare l’ansia poiché conducono ad un battito cardiaco regolare e ad un ritmo respiratorio libero e spontaneo.

Efficace è anche l’utilizzo del metodo della visualizzazione (rilassamento e imagery della gara); nello specifico immaginare la prova che mette tanta ansia prima di attuarla, focalizzandosi sulle azioni e sui gesti da compiere, nonché sulla realizzazione di un brillante risultato (rilassamento e imagery dell’obiettivo da perseguire), permette di costruirsi una rappresentazione mentale di tutta la sequenza cinetica da implementare e aiuta a predisporsi con l’animo giusto alla gara.

Una delle tecniche maggiormente indicate per imparare a gestire livelli eccessivi di ansia preagonistica è la desensibizzazione sistematica.
Essa consiste nel portare gradualmente il soggetto ad abituarsi a ciò che gli procura ansia.
Nello specifico, una volta individuato lo stimolo ansiogeno, si stabilisce con l’atleta una gerarchia di situazioni, da quella che suscita meno ansia, sino a quella più stressante; successivamente per ogni situazione si fanno degli esercizi di rilassamento finché il soggetto si abitua allo stimolo e questo non gli produrrà più ansia.

Inoltre, gli esercizi di respirazione poco prima di una gara favoriscono l’ossigenazione del sangue, rendendo più vigili i sensi e più lucida la mente, e al contempo consentono di avvertire una sensazione naturale di vitalità del corpo.
Difatti l’atto respiratorio risulta essere in stretto rapporto con l’attività psichica, in particolare se esso viene accompagnato dal pensiero di immagazzinare, inspirando, tutte le energie positive provenienti dall’esterno, ed eliminare, espirando, tutte le tensioni e le energie negative che provengono dall’interno del nostro corpo.

In gara l’atleta deve essere in grado di crearsi un’istantanea immagine distesa, che funga da ausilio al fine di riportare la concentrazione e la sicurezza nei momenti più difficili, facendo largo uso di quello che viene definito il "linguaggio interiore positivo".
Il soggetto ansioso tende a preoccuparsi eccessivamente per le situazioni che gli si propongono, e a sottostimare le risorse che possiede per affrontarle, ciò lo conduce ad una fuga dal presente, avendo pensieri fissi su qualcosa di negativo che "potrebbe accadere" o "che già è accaduto e potrebbe ripresentarsi"; la pratica regolare dello stretching, da attuare anche poco prima della gara, oltre che a ridurre la rigidità muscolare, potrebbe aiutarlo ad utilizzare il corpo e la mente in armonia, concentrandosi ad ogni movimento sui muscoli che si distendono e su quelli che si allungano, favorendo una predisposizione a collocarsi attivamente nel tempo presente, migliorando il contatto intimo col proprio io e riscoprendo il valore delle proprie risorse.
Pertanto, lo stretching consente alla persona tendenzialmente ansiosa di acquisire maggiori sicurezza e dinamismo nella capacità di affrontare le situazioni e di migliorare la propria capacità di autocontrollo.

Anche il goal setting è importante, in quanto imparare a prefiggersi degli obiettivi, che possono essere controllati personalmente, come quelli volti al miglioramento di un gesto atletico o un’abilità mentale, consente di: aumentare il proprio livello di concentrazione, allontanando dalla mente i pensieri negativi distraenti; di accrescere il proprio senso di autoefficacia e di autostima; e di migliorare la propria performance, riducendo l’ansia circa l’attività svolta.

Un'altra strategia molto interessante è quella che chiamano delle emozioni scatenanti.
E' vero infatti che ciascun atleta, si appresta ad entrare in gara con uno stato d'animo diverso e in una condizione mentale del tutto unica e personale. E' possibile, quindi, che esistano delle emozioni, o stati d'animo che contribuiscano a far crollare i blocchi generati dagli stati d'ansia e mettano l'atleta nella condizione psicologica di esaltare la propria performance sportiva.
L'attenzione dell'allenatore, e dell'atleta in primis, deve essere concentrata sulla ricerca di questa emozione, (rabbia, allegria, serenità, frustrazione), che caratterizza ogni singolo atleta, e riuscire a rievocarla, magari attraverso l'ascolto di musica, poco prima di salire sul tatami, al fine di metterlo nella condizione psicologica migliore.


La gara, invece, dovrebbe essere vista come un’occasione di crescita, come un’esperienza formativa che consente il confronto leale con gli altri, come un momento per verificare il proprio percorso di apprendimento e di allenamento finora raggiunto, operando una sintesi circa i propri punti di forza e i propri punti di debolezza.
E’ fondamentale far riflettere l’atleta su come percepisce la gara: la percezione della gara come minaccia lo renderà più vulnerabile alla tensione emotiva; mentre la percezione della gara come una sfida lo renderà più motivato, più persistente e più impegnato.
La vera vittoria personale, al di la del risultato, è quella di riuscire ad essersi impegnato al meglio; la sconfitta non deve essere identificata come qualcosa di irrimediabilmente negativo, ma come uno stimolo ad impegnarsi di più la prossima volta, cercando di migliorare quegli aspetti deficitari di natura tecnica o psicologica che hanno ostacolato la prestazione.

Per gestire l’ansia pre-agonistica negli atleti giovanissimi occorre puntare l’attenzione sulla valenza ludica ed espressiva dello sport, piuttosto che sulla qualità positiva della performance; inoltre bisogna attribuire gli insuccessi non alla carenza di abilità, ma alla minore quantità di impegno profuso, in modo tale da non indebolire il grado di autostima positiva del soggetto, e al contempo motivando quest’ultimo a mettere in atto con maggiore energia e vitalità le sue risorse.
Il gioco, inteso come piacere del gesto motorio, dovrebbe comunque essere mantenuto nell’attività sportiva più matura, poiché esso rende viva la motivazione dell’atleta, e previene il drop out, ossia l’abbandono della pratica sportiva.

Infine, l’eventuale intervento psicologico, richiesto dall’atleta, che ha difficoltà a gestire livelli elevati d’ansia pre-agonistica, deve quindi mirare:

  • all’acquisizione della consapevolezza delle proprie emozioni sia in allenamento che in gara;

  • all’incremento della sua autostima positiva;

  • all’aumento del suo senso di auto-efficacia percepita;
Questi ultimi sono delle idee errate che inducono in noi ansia e stress.
Mi riferisco, per esempio a:
  • l’idea di voler riuscire in tutto, invece che accettare che ciascuno ha i propri limiti, ed è impossibile primeggiare in tutti i campi;

  • l’idea che la critica degli altri colpisca globalmente il valore di sé, anziché considerare una critica in modo costruttivo, cioè come rivolta solo ad una nostra specifica azione;

  • l’idea che il presente sia già determinato dal passato, anziché pensare a non fare in modo che le precedenti esperienze negative si ripetano, attuando delle strategie appropriate e dei cambiamenti maggiormente idonei;

  • l’idea che il proprio valore dipenda dall’ottenimento di determinati traguardi richiesti, invece che rendersi conto che ciascuno di noi vale "in quanto persona" a prescindere da ciò che riesce a fare, e non attribuire gli errori solo a se stessi senza considerare i numerosi fattori che concorrono ad un fallimento.


giovedì 15 settembre 2011

Riapertura Corsi 2011/12



Finalmente ci siamo!!
Riaprono i corsi per il nuovo anno dopo un'estate di attesa e fatica fra gli allenamenti di crossfit, qualche sparring e il Camp della RGC.
Quest'anno si riprende con delle novità: avremo innanzitutto una nuova sede.
I corsi si moltiplicano e oltre alla nostra sede di Molfetta, partiremo con un nuovo corso a Giovinazzo, presso il Centro Sportivo Netium. Il corso sarà tenuto il martedì, il giovedì e il sabato (per gli orari consultate la sezione dedicata).
Inoltre a Molfetta il corso sarà articolato in modo diverso: avremo un primo turno riservato ai non agonisti, dalle 19.00 alle 20.30, e un secondo turno riservato agli atleti agonisti che si terrà dalle 20.00 alle 22.00.

Oltre la mera organizzazione dei corsi, come novità, quest'anno ci si propone di partecipare ad un maggior numero di competizioni, in particolare internazionali.
Oltre al solito appuntamento dell'europeo di Lisbona, ci stiamo organizzando per partecipare al NAGA di Parigi che si terrà il 5 di Novembre.

Quest'anno non ci saranno operazioni di promozione commerciale (manifesti, volantini, 6x3), ci avvaleremo solo di un piccolo supporto pubblicitario fornito dal centro sportivo che ospita il nostro nuovo corso di Giovinazzo, il minimo sindacale per poter aprire un nuovo corso...

Come sempre le porte sono aperte a tutti coloro che hanno voglia di mettersi alla prova, di scoprire questa splendida disciplina, di entrare a far parte della nostra famiglia, di sudare con noi copiosamente...

Quindi diamoci dentro!!!

mercoledì 6 luglio 2011

Chiusura Corsi

Anche quest'anno, mi ritrovo, come consueto, a parlare come Albus Silente a fine anno...

Un altro anno si è concluso, e come questo, devo dire, nessuno mai... 6 gare disputate, tra cui la prima volta agli Europei di Lisbona, 3 seminari organizzati, 4 seguiti, oltre a raduni RGC e quant'altro... Stavolta, eccetto Lisbona, abbiamo sempre raccolto medaglie, abbiamo portato sul tatami, Fernando e Davide per la prima volta, e abbiamo visto la grande volontà di competere dei nostri amici di Modugno, che non smettono mai di voler scendere in campo e farsi onore...

Il medagliere 2010/2011 lo vince Luigi Germinario, che porta a casa una bella collezione di medaglie... e un kimono! Congratulazioni!!!!

Ma come al solito, il sottoscritto guarda avanti... e vedo un nuovo anno ancora più intenso...
2 sedi, Molfetta e Giovinazzo, corsi divisi in orario principianti e orario agonisti, nuovi appuntamenti internazionali e ancora una volta la sfida di Lisbona a cui non vogliamo mancare...

Le cose ,di anno in anno, si fanno sempre più difficili ed importanti, ed è così che deve essere...

Il corso termina, ma come sempre gli allenamenti no... restate in contatto per eventuali incontri durante l'estate, e grazie a tutti per essere stati uniti e compatti, come una famiglia!!!

lunedì 27 giugno 2011

NOVA INVICTA CUP II


Quest'anno, dopo aver perso la prima edizione, ci siamo finalmente decisi a partecipare alla seconda edizione della NOVA INVICTA GRAPPLING CUP,
Ogni promessa è debito... stavolta c'eravamo!
Presenti sul tatami, Luigi "NOGIGI" Germinario, Fernando Pappagallo, e dalla compagine modugnese, David Gargano e Giacomo Maiullari.
Io per la prima volta nella mia vita, ho solo accompagnato i ragazzi, avendo deciso, dopo l'ultima mia competizione al Roma Open, di non voler caricarmi di una nuova gara, in periodo già denso di impegni lavorativi, tra palestra e vita "borghese". Inoltre (quando il destino è avverso...) essendomi anche infortunato ad un'anca, anche volendo, davvero stavolta non avrei potuto...
Mi è un pò dispiaciuto restare fuori dai giochi, ma alla fine sono comunque rimasto soddisfatto dell'esito della giornata.

Ma procediamo con ordine.

Luigi Germinario iscrittosi in classe B, per esiguità di iscritti viene accorpato in classe A con altri 2 ragazzi, tra cui l'ottimo ed eterno rivale Cristian Ceccarelli (vederli lottare insieme è sempre un piacere), che affronta come primo match, perdendo alla monetina per una leggerezza nel difendere la guardia! Ottimo match, lotta di livello, con un'avversario che garantisce la crescita. Affornta subito dopo un avversario di Mesagne, di cui non ricordo il nome, che riesce a battere 4 a zero, e che a sua volta batte Cristian Ceccarelli, per 2 punti. Per il regolamento FIGMMA si ritrova primo in categoria per maggior numero di punti totalizzati.
Terminata la categoria decide di fare il botto, e iscriversi negli assoluti...
Primo avversario Ivan Tomasetti, già campione del mondo di BJJ nelle cinture blu, nonchè plurimedagliato Judoka, penso sopra il quintale! La lotta, per i 63 Kg di Luigi è ovviamente impossibile: dopo qualche scambio, tenta un triangolo volante senza fortuna e deve sottostare all'avversaio che appena gli tocca una caviglia, (sicuramente non la avrebbe mai tirata sul serio!) lo costringe alla resa. Più che una lotta un rolling amichevole... Va bene così!
Ufficialmente Luigi Germinario, da questo momento in poi, combatterà sempre in classe A.

Fernando Pappagallo affronta un girone all'italiana con altri 4 avversari. Perde contro il primo ai punti, a mio avviso non avendo trovato la condizione mentale perfetta per affrontare una gara. Dopo averlo cazziato per bene, vince il secondo match per armbar, perde il terzo match, contro un avversario che avrebbe potuto battere, a mio avviso, ma si distrae a cercare la soluzione veloce che gli ha permesso di vincere il secondo match... le lotte non si affrontano contando sulla fortuna, ma credendo nel proprio jiu jitsu. Dopo una seconda cazziata, vince il quarto match per triangolo. Guadagna un terzo posto, che però avrebbe potuto essere almeno d'argento... Fernando, a mio avviso può fare molto meglio, non tecnicamente e nemmeno per la sua condizione fisica che è oramai buona. Deve imparare a cercare la propria condizione mentale prima di salire sul tatami.

David Gargano affronta la prima lotta perdendo per una proiezione, e viene ripescato... il suo secondo match è simile al primo, ma riesce a mettere una proiezione e passare il torno...
Scopre di aver perso mezzo kilo di pelle dalla pianta del piede durante la lotta, e viene costretto a rinunciare alla lotta. Peccato, conosciamo bene la tenacia di David, già dimostrata ad Andria. Ragazzi però più attacchi nelle lotte in piedi però non sarebbero male...

Giacomo Maiullari disputa 2 incontri in classe C nella -90kg , il primo vinto per una proiezione, e il secondo anche... (credo) Tenace e deciso a combattere, (come nel portare le birre!) riesce a vincere la cateoria... Idem anche per lui, ottima la condizione fisica e mentale, ma non sarebbe male lavorare di più nella lotta in piedi.

Su 4 ragazzi tra Modugno e Molfetta 2 ori e un bronzo... In particolare da Molfetta arrivano 2 medaglie su 2 partecipanti, e se David non si fosse infortunato, sono sicuro che avremmo fatto il pieno! Complimenti a tutti!!

domenica 29 maggio 2011

BJJ Vs. Money




Se ti interessano i soldi, non praticare il brazilian jiu jitsu!
Questo è il mantra che si ripete come morale, dopo aver sostenuto una serie di discussioni avute con persone diverse, ovviamente tutte addentrate nel mondo delle arti marziali, nelle ultime settimane.
Una regola che comincia a manifestarsi come verità assoluta anche a chi, cominciata l'espansione commerciale di questa disciplina sul territorio, non ha saputo trattenersi dal creare business.
Ogni tentativo di lucro pare stia lasciando il passo ad una sana visione di questo sport, che, come ogni cosa buona di questo mondo, non può essere messa a tacere.
Mi spiego.
Quando io ho iniziato a percorrere la mia strada come gruppo autonomo di studio e ricerca nel campo prima del grappling, poi del BJJ, l'interesse per queste discipline era manifestato in modo molto sporadico. Non esistevano delle scuole di grappling vere e proprie, (allora veniva chiamato submission wrestling, o submission fighting, da cui il primo nome di questo gruppo).
Qualcuno manifestava il proprio interesse alla disciplina, solo come passaggio funzionale all'MMA, (che allora veniva chiamato VALE TUDO) e, per lo più, lo si praticava senza nessun tipo di cognizione, solo provando ad azzuffarsi un pò, ed elemosinando conoscenze frammentarie dalla rete. Personalmente, avevo già delle conoscenze di grappling e bjj, sicuramente sufficienti ad affrontare delle competizioni nelle divisioni minori.
Quello che però mancava, era il supporto di un maestro che avrebbe assicurato una linea di continuità all'apprendimento mio e del gruppo che dirigevo. La crescita a quei tempi era molto lenta, ma per chi si prodigava a cercare in giro seminari ed allenamenti con gente qualificata, era pur sempre una forma di crescita.
Con l'avanzare degli anni, i gruppi che avevano cominciato a fare ricerca in modo serio con il supporto di cinture nere di bjj, avvalendosi dei network italiani, hanno avuto dei progressi visibili, si sono qualificati in importanti competizioni nazionali, hanno continuato il loro percorso crescendo nel loro numero e ora sono delle realtà forti sul territorio, che collaborano e si scambiano informazioni, sparring, tecnica e quant'altro.
Ma cosa è successo di tutti gli altri?
Per qualcuno di questi, il graduale trasformarsi dal grappling in bjj con tanto di kimono e cintura, è diventato un problema con cui doversi misurare.
Alcuni hanno pensato di rinnegare l'importanza della lotta al suolo all'interno dell'MMA, puntando di più sui colpi, ma continuando a mantenere sulla propria porta la dicitura "Accademia di MMA", altri hanno preferito dedicarsi ad un misto di submission, grappling, MMA, jiujitsu tradizionale, e non so cos'altro, stringendo ai fianchi una cintura nera di una disciplina non meglio identificata, altri si sono dedicati alla difesa personale, e addirittura qualcuno ha chiuso bottega.
Tempo fa, scrissi un post, in cui mi scagliavo contro i falsi maestri, che spacciano per propria una disciplina che non conoscono, rivolgendomi non tanto a loro, quanto ai loro allievi, che, qualora in grado di intendere e di volere, avrebbero tutte le possibilità di capire cosa stanno facendo e cosa si stanno perdendo, semplicemente affacciandosi alla rete.
Beh, pare che qualcosa stia cominciando a muoversi... la selezione naturale tra chi si improvvisa e chi sta imparando, comincia a manifestarsi. Ultimamente sto notando un certo migrare di ragazzi che si spostano di città in città, e di palestra in palestra, selezionando quello che trovano e cercando di capire cosa può essere meglio per la loro crescita.
Questo è un segnale che mi fa ben sperare.
Chi pensa di poter mettere insieme un gruppo, creare un proprio business, solamente sfruttando la mania commerciale del momento per l'MMA, probabilmente si sbaglia. Parliamo di un settore che necessita di una forte competenza tecnica.
Prima o poi, chi entra a contatto con la realtà della lotta al suolo, deve per forza incrociare sulla propria strada il BJJ, e chi è veramente motivato, non potrà non rimanere contagiato, dal modo di vivere il proprio percorso di crescita che è proprio del BJJ, fatto di socialità, di scambi con il mondo al di fuori del proprio tatami, di gare, di sparring, di persone che si conoscono e che viaggiano per incontrarsi e combattere.
Questo mondo, è l'antitesi della visione delle arti marziali, cara a chi lo fa per soldi, per interessi personali, o per prestigio. Un mondo di chiusure, di cinture zeppe di dan, di esami per i passaggio di gradi, di divieti, di maldicenze, dicerie, e di federazioni! Un mondo popolato da dilettanti dello sport, di apprendisti stregoni, che al massimo, mandano sul ring i propri ragazzi ma se ne guardano bene dal salirci in prima persona...
Chi ragiona così, ha le ore contate... i ragazzi, che davvero vogliono crescere, sapranno (ne sono certo!) distinguere da soli la strada migliore per loro, perchè non si può reprimere il desiderio di crescere, quando è motivato da una passione, solo per timore reverenziale nei confronti di chi si è abituati a chiamare Maestro.
Questi invece, resti pure nella sua Accademia di MMA, a contare i suoi allievi, e a cercare di giustificare le sue incompetenze, parlando male di chi invece non ha paura di uscirne fuori.

domenica 22 maggio 2011

Stage di Atalla e Andria Submission Cup 2011: un week end molto intenso!





Stavolta sono stati 3 giorni molto intensi... venerdì 20 e sabato 21 maggio abbiamo ospitato per la seconda volta il Mestre Roberto Atalla.
Sono stati 2 giornio molto densi e faticosi, un pò per la quantità di ore sul tatami, un pò perchè al tatami è anche seguito il solito lavoro in sala pesi. Ma la compagnia di Roberto rende tutto sempre molto gradevole e divertente. Sono sempre più contento di aver conoscito questo grande Maestro che sta facendo molto per noi con la sua presenza e la sua autorevolezza. Venerdì mi sono concesso un'ora di lezione privata, in cui il Mestre mi ha spiegato alcuni movimenti di uscita e passaggio dalla guardia aperta tradizionale, de la Riva, e deep Half Guard, per poi fare 20 min di sparring. E' sicuramente molto istruttivo e importante, per la mia crescita, fare combattimento con un lottatore molto tecnico ed esperto come Atalla, e sicuramente questa esperienza mi ha aperto gli occhi su molte carenze del mio gioco.
Quindi lezione regolare, tenuta ovviamente dal Mestre. E dopo il lavoro, tutti abbiamo portato il Mestre a far conoscere un pò di vita notturna della costa pugliese: festa in spiaggia!!!

L'indomani ci siamo dedicati alle uscite dalla guardia chiusa: un momento sempre molto problematico della lotta, credo a qualunque livello. Dopo 3 ore tra tecnica e rolling... graduazioni!! Mimmo Vestito è Faixa Azul!!
Colgo l'occasione per spendere due parole a favore di questo ragazzo che ha scoperto da poco il bjj ma che ha dedicato tutto degli ultimi anni della sua vita, tra allenamenti, gare stage e raduni! Credo sia stata una cintura non meritata, ma strameritata per Mimmo che con la sua forza e la sua simpatia, accompagnata sempre da una gran dose di umiltà e voglia di competere, rende noto a tutti il lato migliore del Jiujitsu!!! Grazie Mimmo!!!

3 gradi a Fernando, sulla sua cintura bianca, che dopo il Bronzo del Roma Open si ritrova ad un passo dalla Blu. Ho già parlato in passato di Fernando che non smette mai di rendermi orgoglioso di lui!!! Grazie e complimenti anche a te!!!

2 gradi sulla bianca per Pino Gadaleta, mio vecchio compagno di aventure ed allenamenti, che non manca mai di rinfrescare il suo jiu jitsu partecipando a tutti i nostri stage!!! Grazie di esserci Pino!!!

E 2 gradi... anzi gradini anche per me!!

Finisce così questo secondo seminario del Mestre, che spero ritorni presto a trovarci e a cui rinnovo come sempr la mia gratitudine per tutto!!!

Domenica mattina invece siamo partiti alla volta di Andria per partecipare, come consueto, alla sesta (credo) edizione della Andria Submission Cup. Stavolta prendono parte Luigi, Felice (che all'ultimo momento viene colto da una irrefrenabile voglia di gareggiare pur essendo stato lontano dal tatami per molto tempo) e Massimo, quest'ultimo alla sua prima esperienza in assoluto. Mimmo, che avrebbe voluto lottare, deve lasciare per problemi di lombalgia!

70 partecipanti e 2 tatami, arbitraggio del maestro Galzenati, sono le caratteristiche di questa edizione che sotto la guida del M° Paolo Girone sembra crescere di edizione in edizione!!

Massimo lotta per primo... sfodera un bel gioco da sotto, ma si lascia capovolgere due volte e soffre la monta dell'avversario pur riuscendo a liberarsi in diverse occasioni. Perde hai punti ma disputa una dignitosa lotta come prima esperienza! Bravo... sicuramente adesso saprà come muoversi per migliorare, e prendersi le soddisfazioni che sicuramente il futuro gli riserva.

Felice affronta un avversario muscolato e preparato, e perde 2 a zero, pur non essendosi allenato da molto. Se avesse avuto modo di allenarsi probabilmente avrebbe fatto molto meglio... grazie per esserci stato Felice... il tuo coraggio mi rende fiero di te!

Luigi disputa un solo match, contro un ragazzo molto più muscolato di lui a cui riesce a prendere la schiena velocemente e a finalizzare senza problemi. Come sempre Luigi = garanzia di successo!!! non avevo dubbi! Grande.

David Gargano, disputa 5 lotte e le vince tutte hai punti se non ricordo male, mostrando un gran gioco da passador, e una buona gestione dei vantaggi. Una lotta può essere fortunata, ma 5 no! questo è un segno dell'ottimo lavoro condotto da Mattia nella nostra sede staccata a Modugno, dove si lavora assiduamente per crescere insieme e fare risultati grandi come questo. David dimostra una tenacia e un cuor di leone che farebbero invidia a tutti!!! Bravo David e bravo anche Mattia.

Checco d'Amico, lotta contro Christian Ceccarelli, dell'ottima scuola Nova Invicta di Salerno del M° Candiloro. Quando ho visto chi era il suo sfidante, ho pensato "stavolta Checco ce lo giochiamo in 30 secondi!" conoscendo il valore di Christian. E invece pur perdendo il match Checco vende cara la pelle e gioca molto bene prendendo anche 2 punti di take down, e giocando in modo degno la sua partita, purtroppo viene inchiodato per armbar, ma dimostra di aver maturato molto la sua lotta.

Complimenti a tutti!!!!

Submission Fighting Cup - Torneo Interno 2011





Anche quest'anno abbiamo riproposta la ormai collaudata gara interna di grappling, volta ad alimentare il sentimento agonistico dei ragazzi dell'RGC Molfetta. La scorsa edizione vide delle belle lotte, e una finale combattutissima tra Mimmo e Luigi, con Luigi vincitore...
Quest'anno il numero dei partecipanti è aumentato e la qualità delle lotte anche.
Degne di nota le performance di Andrea, il più leggero di tutti oltre che il più giovane, che ha dimostrato la lotta più evoluta di tutti, X guard, deep half guard, e controllo dal basso a go gò, le lotte di Fernando, che ha avuto un pò di sfortuna negli accoppiamenti ma che ha dimostrato di essere un signore nel risparmiare finalizzazioni ai più inesperti. E anche stavolta la finale è annunciata: Mimmo Vs. Luigi, ma stavolta la spunta Mimmo con uno stile di lotta più pulito rispetto allo scorso anno.

Il podio è quindi il seguente:
1° Mimmo Vestito - 2° Luigi Germinario - 3° Davide "Sunshine" de Palma

Complimenti a tutti!!!!

lunedì 9 maggio 2011

Stage Bernardo Serrini - 08/05/11





Si è svolto domenica 8 maggio il terzo seminario di Bernanrdo Serrini presso il nostro centro RGC di Molfetta. Ho avuto il piacere di ospitare il Maestro per tutta la giornata, e come al solito è sempre divertente trascorrere un pò di tempo con Bernardo.
Dopo un breve giro turistico per Molfetta alla scoperta delle bellezze del centro storico, siamo stati ospiti di alcuni miei allievi per pranzo nel ristorante dove lavorano (grazie Fernando e Domenico!!!) e subito dopo in palestra per l'allenamento.

Dalle 15,30 alle 19 , il seminario ha registrato il record di partecipanti... 21 (compreso me), prova del fatto che il lavoro di divulgazione è stato ben svolto e la crescita dell'interesse per questa disciplina è davvero in aumento.
Ci siamo concentrati sugli attachi dalla cruzada, e dalla guardia seduta, e giusto per gradire, qualche minuto di sparring...
Tutto, come sempre in un clima disteso ed amichevole.
Vorrei ringraziare i miei allievi per essere accorsi numerosi come non mai, e tutti i rappresentanti delle altre scuole che sostengono le nostre iniziative.
Ossss

domenica 17 aprile 2011

ROMA OPEN CUP 2011



Per la prima volta prendo parte a questa competizione, giunta oramai alla terza edizione. Ma stavolta sono felice di essere stato accompagnato, non dai soliti elementi, ma da 2 nuovi soggetti, che mi seguono oramai da anni, e che non avevano mai avuto esperienze di lotta con kimono, Davide de Palma, 16 anni, e Fernando Pappagallo, 23 anni (credo) ...

Entrambi hanno combattuto ad Andria una sola volta, vincendo qualche match ma senza riuscire a guadagnare il podio. Stavolta, dopo un bel pò di training con panno, hanno finalmente deciso di misurarsi in una delle più attese gare open italiane.
Partiamo il pomeriggio del venerdì e dopo 6 ore di treno, giungiamo in quel di Roma, e ci avvaliamo dell'oramai fidato cicerone Davide Markus, cuginetto (non tanto ...etto!) che oramai si prodiga a scorrazzarci in giro nella capitale, evitandoci vari problemi.
Al mio cugino devo come sempre dei ringraziamenti sentiti... inutile ricordare che è sempre il benvenuto in palestra, qualora si decidesse a mettersi il kimono.
Trovato finalmente il complesso All Time Sport Relais, ( davvero uno splendido Hotel!!! se capitate a Roma in zona EUR, ve lo consiglio) ci insediamo in camera e l'indomani, dopo una splendida e abbondante colazione ci avviamo in campo gara.
Combatto per primo, contro un avversario che non ho mai visto, ma che non mi da grossi problemi... riesco a concludere con un triangolo.

Dopo diverso tempo tocca a Davide "Sunshine" de Palma... entusiasta all'idea di combattere, ma paga il prezzo dell'inesperienza, mancando diverse finalizzazioni che avrebbe potuto chiudere... Vabbè.. un pò la giovane età, un pò la differenza di forza, e sicuramente l'impatto con la prima esperienza, lo portano a perdere il match ai punti. Vende cara la pelle in stile RGC, torna a casa un pò deluso ma come sempre, e questo è uno dei punti di forza di questo ragazzo, ancora più motivato a fare meglio.
Davide so che questo non ti farà perdere la voglia di combattere e so che sicuramente saprai andare avanti sempre più entusiasta e deciso! Hai lottato bene, ma lotterai sempre meglio... conto su di te, perchè, come sempre, non mi deludi mai, anzi mi rendi orgoglioso e fiero di te!

Fernando invece affronta la sua prima lotta in un lampo! E infatti me la sono persa... distratto dal Dott. Bernando Serrini, che mi ragguagliava su come abbinare la scarpetta da lotta col Kimono della Koral... eh eh eh
Combattere da solo non impedisce a Fenando di chiudere il primo match per armbar in meno di 1 min .... e bravo Fernando!!! Seconda lotta: un pò più sudata, ma finisce sempre per armbar, che pare stia diventando il marchio di fabbrica della RGC Molfetta! Dopo estenuante attesa disputa la terza lotta con un muscolato avversario che si limita a tenerlo al suolo e tenerlo fermo, e che poi vincerà la categoria!
Fernando è un ragazzo che ha imparato ad amare questa disciplina oltre ogni misura. Da anni oramai mi segue ovunque, non salta una lezione, e si allena 6 giorni su 7... Il frutto di tanto sacrificio adesso sta maturando, con grande soddisfazione mia e di tutto il gruppo. Grazie a te Fernando, per la fiducia ripostami, e complimenti per le tue lotte... davvero affrontate con freddezza e lucidità... non avresti potuto rendermi più orgoglioso di te!!!

Colgo l'occasione per ringraziare entrambi i miei ragazzi! Assieme a tutti gli altri, siete la ragione che mi spinge a non mollare.

Inoltre Grazie a tutti la RGC come sempre vicina ai miei ragazzi, e complimenti a tutti gli altri cha hanno lottato a Roma... Complimenti a Matteo Spadoni, per la strameritata cintura blu, presa sul podio, e al suo istruttore Michele Cipriani. Grazie al Dott. Bernanrdo Serrini e a Gianluca Boni, per il loro immancabile supporto.

Ancora complimenti a tutti!!!!

martedì 12 aprile 2011

BULGARIAN BAG E BJJ



Da quasi un anno ho introdotto nel mio allenamento, l'impiego di questo strumento che ritengo utile e molto versatile.
Stiamo parlando del Bulgarian Bag, che inizialmente era solo una mezza ciambella riempita con sabbia e costruita con la camera d'aria di una macchina... poi dopo qualche scoppio poco simpatico, sono passato all'originale sacco in pelle. Ovviamente le differenze si sentono già a primo impiego, ma non ho accantonato completamente i sacchi bulgari costruiti in casa, perchè anche se restano degli attrezzi destinati a durare poco (specie se si superano i 15 kg di peso), conservano una particolare maneggevolezza che li rende più indicati nell'allenamento per il BJJ, effettuando alcuni drill che ho visto in un video di Max De Michelis.

Oltre che molto utile per il BJJ, il Bulgarian Bag si rivela un ottimo attrezzo per lo sviluppo della mobilità articolare del cingolo scapolo-omerale, della forza esplosiva, e della stabilità (specialmente nella fase di schermaglia in piedi), e per la presa delle mani.

Assieme all'uso dei Kettlebell e delle funi da allenamento costituisce uno degli attrezzi migliori per l'allenamento funzionale finalizzato alla lotta.

Inoltre per la sua forma a mezzaluna, si presta benissimo come sovraccarico, per esercizi come affondi, squat, squat jump ecc...

Se non avete grossi badget e non volete fare a meno di questo attrezzo, la rete è piena di consigli e video su come riuscire a costruire dei bulgarian bag fatti in casa, di solito con l'impiego di una camera d'aria per auto, un certo quantitativo di sabbia (io preferisco il cemento in polvere, la sabbia tende a solidificarsi e diventare troppo compatta) che ovviamente deve essere pesata precedentemente prima di essere inserita nella camera d'aria (consiglio di iniziare con un sacco da 12kg se siete maschi e pesate 80kg circa), qualche fascetta elettrica, preferibilmente di generose dimensioni, con le quali chiudere i due lati della camera ad aria. Dopo aver costruito svariati Bulbag posso consigliare anche una corda da far passare internamente alla camera d'aria, insieme alla sabbia, e far sbucare da entrambi i lati con delle maniglie. In modo tale avrete delle solide prese durante gli esercizi di spin, ed eviterete di stressare la camera d'aria, in prossimità delle chiusure.

Qui di seguito il link dove poter prendere visione del video di Max sui drill per il BJJ da effettuare con il Bulgarian Bag:

http://www.youtube.com/watch?v=n_9au_USy8k&feature=player_embedded

Detto questo, pubblico qui di seguito il programma di circuit training che sono solito effettuare in palestra. In questo circuito, vengono usati diversi attrezzi di functional training, tra cui Kettlebell, e ovviamente Bulgarian Bag...
Premettendo che non sono un Laureato in Scienze Motorie e applico solo quello che ho testato con la mia esperienza su me stesso e i miei ragazzi, spero che questo schema di allenamento possa essere ritenuto utile, e se ci sono correzioni da suggerire ovviamente sono ben accette.

Circuit Training 1
5 stazioni + 1 di pausa (30" ognuna) x 2/3 volte


1- piegamenti su step con spostamento dx/sx
2- snatch con kb
3- distensioni sopra la testa con bul bag
4- spin con bulbag
5- girate al petto con bilanciere
6- pausa

Circuit Training 2
5 stazioni + 1 di pausa (30" ognuna) x 2/3 volte


1- swing con Kb
2- crunch
3- Rematore con bilanciere
4-Tirate dx/sx con corde elastiche o Taglialegna con bilanciere
5- spin con bulbag
6- pausa

Circuit Training 3
5 stazioni + 1 di pausa (30" ognuna) x 2/3 volte


1- squat con bulbag
2- jump and sprawl
3- salto in alto pliometrico
4- reverse crunch
5- salti ostacolo dx/sx
6- pausa

sabato 26 marzo 2011

TORINO JIU JITSU CHALLENGE 2011



Notizia fresca fresca... Daniela Franco, unica partecipante al Torino Challenge del nostro gruppo, ha vinto l'oro nella categoria -64kg cinture blu.
Da parte di tutto il gruppo e del sottoscritto i più sinceri complimenti!!!

A presto, fotografie e report della gara.

martedì 8 febbraio 2011

APPROFONDIMENTI TECNICI

Girando un pò su internet mi sono imbattuto, più o meno casualmente, in questo video molto interessante, che ho trovato sul blog di Max de Michelis.
Il video illustra come si può controllare l'avversario con una laterale che ricorda molto il sistema di controllo che stiamo sviluppando... alcuni particolari mi erano già noti, ma trovo interessante la moltitudine di sviluppi che possono esserci da una posizione che viene considerata estremamente basilare.
Il video, non tratta tecniche ninja... se ne vedono fin troppe sul web, una più inutile dell'altra.
Piccole sequenze di movimenti, precisi e chirurgici però possono trasformare una posizione di controllo in una trappola per topi. Notate quanti aggiustamenti sono necessari prima di arrrivare alla posizione perfetta, cioè al controllo che agisce sull'allineamento bacino-colonna vertebrale-testa... e come sia fondamentale non immobilizzare l'avversario, ma costringerlo a muoversi in modo da regalarci opportunità migliori.


Il video è sul blog di Max de Michelis... corredato da un suo commento tecnico molto interessante.

http://maxbjj.blogspot.com/2010/11/immobilizzazione-vs-controllo.html

domenica 6 febbraio 2011

Europei LISBONA 2011






Era da parecchio tempo che sognavo di poter partecipare, e magari fare podio, in questa competizione: la più prestigiosa competizione di Jiu Jitsu Brasiliano in Europa.
Finalmente il 2011 ha permesso questa lunga e costosa trasferta ai soliti 4 cavalieri dell'Apocalisse che oramai da qualche tempo girano l'Italia, e adesso l'Europa, per prendere parte ad un pò tutte le gare di grappling e BJJ che ci capitano.
Si parte all'alba (come sempre, e come in tutti i film) da Molfetta alla volta di Lisbona, il 26.01.2011... Mimmo Vestito e dolce consorte, Rosa, Luigi Germinario con Padre e fratellino Alessio al seguito, Daniela e il sottoscritto...
Ci riuniamo a Milano con il resto della squadra: il mitico Andrea Lavaggi, l'esportatore di Ignoranza di Sestri Levante, targato RGC, e i fratelli di Carrara: l'istruttore Michele Cipriani, Matteo Spadoni, e Onizuka.
Arrivati a Lisbona ci sistemiamo nelle stanze e cominciamo a girare un pò la città... inizio promettente a Barrio Alto, e ottima mangiata di carne.
La mattina dopo si aprono le danze.
Il primo a scendere in campo è Luigi Germinario: combatte come un leone la prima lotta ma la perde per una manciata di punti... idem Mimmo, che perde contro una cintura bianca di Lisbona, autoctono e amico dell'organizzazione, per un solo vantaggio arbitrale. Sarà l'emozione o la poca esperienza di gare internazionali ... i ragazzi hanno lottato bene, ma non è bastato.
Ok si gira pagina!
E' la volta di Daniela che l'indomani, in tarda mattinata sale sul tatami affrontando una ragazza svedese che sembra innocua come una scolaretta, ma nasconde un ottimo jiujitsu... Daniela domina per i primi 3 minuti, ma si lascia disarcionare dalla posizione di dominio, concede una mezza guardia e finisce in una finalizzazione. Resto dell'idea che se avesse potuto sentire di più l'angolo Daniela avrebbe vinto... ma ormai la frittata è fatta!
Nel pomeriggio combatto io con un ragazzo credo dell'est europeo. Nella lotta in piedi sento subito la sua forza sulle prese... per evitare la sua lotta, mi tuffo in un (poco convinto!) double leg, che viene subito difeso. per evitare la schiena mi giro subito, e mentre l'avversario cerca la nord/sud, effettuo prontamente una capovolta all'indietro per prendere la sua schiena... il tentativo mi riesce, esco dalla sua immobilizzazione ma fallisco nel prendere la sua schiena e lo metto in guardia chiusa. Le pinze che aveva al posto delle mani si fanno subito sentire e nonostante tenti in diverse occasioni di passarmi senza successo, e nonostante i miei svariati tentativi di ribaltamento, il marmoreo avversario rimane bloccato li gestendo un vantaggio arbitrale che non so ancora come abbia preso. A mio avviso avrebbe meritato una penalità per passività, ma non avendo ancora rivisto il video, preferisco non crearmi giustificazioni. Andata... finisce zero a zero, e vittoria all'avversario per un vantaggio.
Avversario che perderà la gara successiva, prendendo il bronzo! Mi sarebbe bastato un solo punto per fare podio...
Non voglio crearmi alibi, la gara è andata da schifo, per me e per tutti gli altri... sinceramente non credo che ci siano state mancanze tecniche, più che altro abbiamo mancato nell'allenamento fisico, vista la forza degli avversari... si ritorna l'anno prossimo, più preparati e più consci di quello che ci aspetta.
Prima di concludere devo fare una lode ad Andrea Lavaggi, che ha lottato 4 combattimenti difficili e combattutissimi, ciascuno fino in fondo, senza mai mollare.... dopo essere rimasto l'ultimo dei nostri uomini, ed il più anziano di grado, ha sentito addosso la pressione della responsabilità del suo ruolo e non ha mancato nell'onorare la squadra e la sua cintura, portando a casa un argento che vale quanto un oro!!!! Grande Andrea, sei un esempio per tutti!!!! Bravissimi anche i ragazzi di Carrara che come noi, non hanno avuto successo ma c'erano, e non hanno smesso di provarci fino all'ultimo....

Ci si rivede a Lisbona fra un anno... sperando in qualcosa di meglio, e se dovesse andare ancora male, si ritornerà fino a quando non avremo fatto bene.

giovedì 20 gennaio 2011

ROBERTO ATALLA






Approfitto di questi 2 minuti liberi, fra le tante seccature di questo periodo, lavorative e non, per scrivere le cronache dei 2 giorni, (15 e 16 gennaio) in cui abbiamo avuto finalmente l'onore di conoscere ed ospitare il nostro leader Roberto Atalla.

Era già da tempo che avrei dovuto organizzare questo stage, ma per tanti motivi la cosa era stata procrastinata ... finalmente sono riuscito a ritagliare un fine settimana, in vista della nostra trasferta per gli europei di Lisbona!

Sabato mattina intorno alle 13 abbiamo accolto il mestre in stazione con una piccola delegazione di benvenuto composta da alcuni di noi. Subito breve pasto e giro turistico per il centro storico di Molfetta, nel quale il mestre ha approfittato per fare alcune foto. Capatina al Live (noto bar molfettese) per un caffè, e subito si parte con la prima giornata di stage dedicata al NOGI. La lezione si è concentrata sulla difesa da diverse tecniche di finalizzazione... argomento che non ho mai trattato molto, pensando di allenare più l'attacco che la difesa. Ma Roberto ha argomentato dicendo che l'attacco può sempre essere scelto in base alle proprie capacità, mentre la difesa non si può scegliere... deve essere sempre completa! Giusta osservazione mi sembra!
Lo stage, nella prima giornata ha contato la partecipazione di molti amici: quasi tutti i miei allievi, il gruppo di Modugno, il mio amico Pino (veterano del tatami), l'immancabile Meo, Graziano che ha sospeso gli studi per la sua tesi, per un totale di una ventina di persone!!
Finito lo stage, Pino ci porta a mangiare a Bisceglie... bastardo! io e Dany restiamo a spilluccare qualcosa, causa dieta pro Lisbona, mentre loro si abbuffano di carne.
Finita la serata.

Il secondo giorno dedicato allo shopping nel centro commerciale di Molfetta, dopo aver atteso e prelevato il Mestre dal B&B Il laureato di Molfetta (...davvero carino!).
Visita tra i vari negozi, e pausa pranzo. Dopo nuova capatina al Live e pronti per la seconda giornata!
Ancora difesa, ma stavolta difesa dalle varie posizioni. Conoscevo già parte del repertorio tecnico, ma ho appreso numerosi dettagli utili. La seconda giornata è stata tutta dedicata alla pratica con il kimono e ha contato anche stavolta una ventina di persone, tra le quali il nostro nuovo amico Alessandro Donatiello, che assieme al padre ha sopportato una trasferta da Napoli per venire ad incontrare noi ed il mestre. Grazie mille Alessandro, è stato un piacere averti conosciuto!

Alla fine un pò di sparring e... sorpresa!!! Vito è stato graduato cintura blu! Grazie Mestre!!!! e bravo Vito, che meritava da tempo questa cintura.

Vito è uno dei membri più anziani di questo gruppo, si può dire uno dei fondatori, assieme a Daniela, Luigi, e Meo. Non si è mai allontanato se non per un motivo valido ed ha sempre condiviso tutto, momenti belli e momenti difficili, dando un supporto valido e tutto il suo entusiasmo. Più che un allievo lo considero a pieno titolo un fratello minore.
Bravo Vito, finalmente sei riuscito a metterti al pari con gli altri "vecchi"....

Alla fine delle 2 giornate posso dire di aver conosciuto un personaggio davvero straordinario... ciò che colpisce di lui è la sua semplicità e umiltà, oltre ad una grande sipatia. Poca gente, che vanta un curriculum come il suo, si distingue per queste due caratteristiche, il che è stato un esempio che contribuisce a fare del bjj uno sport sano e genuino.

Valeu Mestre e alla prossima!!!



domenica 26 dicembre 2010

STAGE CON MESTRE ROBERTO ATALLA



Posso finalmente vantarmi di poter ospitare una cintura nera come il Maestro Roberto "Risada" Atalla. Uno stage come questo avrei dovuto organizzarlo già da un pò, ma per vari motivi solo adesso sono riuscito a trovare il momento idoneo.

Lo stage si articolerà in due giornate: sabato 15 gennaio, dalle 16,00 alle 19,00, verranno approfondite delle tecniche di lotta NOGI, domenica 16 gennaio, sempre nelle stesse ore, la lezione verterà sulla pratica con il kimono.
Il costo dello stage è di 25 euro per una giornata, e 40 per entrambe.
Le lezioni si terranno presto la nostra sede, nella palestra GYM STUDIO, in via Gesmundo n.6, a Molfetta.

Sono certo che una figura come il Maestro Atalla sarà motivo di entusiasmo ed incitamento ad affrontare meglio gli allenamenti di preparazione ai campionati Europei di Lisbona a cui quest'anno parteciperemo.

Vi aspetto numerosi!!!

martedì 14 dicembre 2010

Altomare Vs. Raffi - 90Kg prima serie - 3°coppa italia grappling FIGMMA - 14.11.10 Tolfa

mercoledì 17 novembre 2010

3° COPPA ITALIA FIGMMA - TOLFA



Domenica 14 novembre si è tenuta a Tolfa, nel viterbese, la terza Coppa Italia FIGMMA di grappling, unitamente al primo campionato italiano di combat grappling indetto dalla FiGMMA. Non potevamo mancare.

Partiti il giorno prima da molfetta, la nostra allegra compagna, stavolta contava su un folto gruppo: Mimmo Vestito, Luigi, Daniela, Lucia Gaudioso al suo esordio sul tatami, e il sottoscritto. Mentre da Modugno, Mattia Gargano e il fratello David, ottimi compagni di viaggio, accompagnavano il neo laureato (auguri ancora!!!) Checco d'Amico, e Aleandro Tristano, un giovane, ma già espertissimo judoka, entrambi alla prima esperienza sul tatami della FIGMMA.
Giungiamo a Roma perfettamente in tempo per le operazioni di peso preliminari, che si sono tenute il sabato, e ci uniamo al resto della squadra... presenti sul campo già dal giorno prima, Andrea Lavaggi di Sestri Levante, Gianluca Boni e Pierandrea di Bologna. Qui il gruppo si compatta, e raggiungiamo Tolfa. Dopo svariati chilometri di stradina a tornanti tra i monti della Tolfa, percorsa avvolti dalla nebbia, raggiungiamo finalmente il paesino dove ci insediamo nel b&b. Un pò "rustico"... ma al sottoscritto va bene tutto. Il giorno dopo si aprono le danze...questi i resoconti di tutti i ragazzi che hanno preso parte all'evento. Di alcuni non sono in grado di dare una migliore valutazione dato che alcuni match non ho potuto seguirli, però ci provo...

Luigi: a mio avviso ha lottato benisimo. Nulla da obiettare se non una lotta un pò spenta dalla guarda chiusa, ma per il resto come sempre riesce ad esprimersi liberamente. Vince il primo match, perde il secondo, e vince il terzo alla monetina... e si ritrova bronzo, seconda serie, -65kg. Non mancano splendidi take down, e armbar volanti.... peccato non averli chiusi!!!

Mimmo: combatte la prima lotta con un avversario molto bravo, che poi ha vinto il girone senza farsi mettere un punto. Ma con Mimmo le cose non sono così semplici e il match si conclude ala monetina (regola che continuo a definire oscena). Il nostro molosso è stato l'unico a rendere la vita difficile al suo avversario in tutto il torneo. Tecnicamente ho visto una lotta in piedi un pò insicura, e una lotta al suolo buona, ma poca sicurezza dalla mezza guardia... se Mimmo fosse stato un pò più sicuro in questo avrebbe certamente vinto lui il torneo... visto che gli altri avversari non erano di livello.

Lucia: un pò intimidita nel primo match che ha disputato con daniela, è subito dopo cresciuta! Vince il secondo match con un'avversaria anche lei alla prima esperienza, e combatte come una leonessa contro la Klammesteiner, cintura viola di bjj e titolare della nazionale di grappling, e la Pizzichini, judoka espertissima. A mio avviso Lucia ha superato la prova del fuoco, riuscendo a piazzarsi quarta in un girone che non avrebbe potuto scalare ulteriormente, essendo alla prima esperienza. Ha vinto il match con una avversaria di pari esperienza, e questo è quello che conta... brava Lucy!!

Daniela: dopo un match con Lucy, si trova a combattere contro tre avversarie tra cui la Klammesteiner, e la judoka Pizzichini. Combatte senza farsi intimidire dalla Klammesteiner alla quale tenta di incastrare un armbar che però sfugge e si ritrova subito dopo a difendersi da un leglock... che preferisce non difendere per mettere in salvo un ginocchio già troppo segnata dalla lotta. Contro la Pizzichini combatte egregiamente ma la malizia del'avversaria più esperta, le fanno perdere una leva alla quale pare l'avversaria aveva già battuto. Perde sotto una monta troppo violenta dell'avversaria... che non lesina di schiacciarle faccia e mascella con i gomiti. A mio avviso se Daniela ha fatto solo il terzo posto è stato solo per mancanza di cattiveria, e per paura di farsi male...

Checco: ho guardato solo il primo match, che ricordo ha dominato senza difficoltà, e devo dire che per essere stata la prima volta in FIGMMA non è male, visto che poi pare abbia vinto anche un'altro match per poi perdere il terzo... solo mancanza di esperienza... tutto qui! è solo combattendo che si impara a combattere... e siamo sulla strada buona. Ricordo un buon controllo della monta. Bravo Checco!!

Aleandro: il leoncino di Cerignola, combatte due lotte nella -65Kg terza serie, vince entrambe le lotte dimostrando perizia nella lotta ed esperienza di gara. Nulla possono i suoi avversari contro di lui che si dimostra superiore sia fisicamente che tecnicamente. Rispetto all'ultima volta che l'ho visto combattere ho notato una maggiore attenzione ai meccanismi del grappling, ben diversi da quelli del judo, questo dimostra il buon lavoro che Mattia ha fatto sui suoi ragazzi e in particolare su Aleandro. La prossima volta si combatterà in seconda serie... bisogna però migliorare la mezza guardia e i passaggi di guardia.

Il sottoscritto : come sempre -90kg prima serie, categoria di mostri mitologici. Mi ritrovo in categoria il forte judoka Angelo Marino, e l'inossidabile Lamberto Raffi, vecchia conoscenza. Affronto il primo match con Angelo Marino soprattutto giocandolo in piedi...(contro un judoka??) e finiamo pari. Vinco la monetina.
Io avrei voluto passare la guardia, ma mi sono ritrovato a dover affrontare l'avversario di nuovo in piedi... finendo in un anaconda choke, per la foga di fare quell'unico maledetto punto. Vabbe! potevo batterlo, ma con i se e con i ma la storia non si fa!!! Adesso devo riaffrontare Raffi... Ci sono delle sfide che, per quanto esaltanti,ti fanno perdere il gusto della competizione. Raffi è una di queste. Nella mia categoria, da quando combatto, mi sono sempre ritrovato a dover affrontare il mostro sacro di turno... vuoi Morris, Novaes, ora Lamberto Raffi. Un pò sfiduciato salgo sul tatami, ma deciso all'ultimo istante prima del via, di giocarmi il tutto e per tutto. Riesco a mettere a segno 2 double leg, che mi fanno sperare la vittoria... ma l'esperienza e la forza di un lottatore come lui non tardano a farsi sentire e in men che non si dica finisco sotto la monta a battere per una leva cervicale.

Poteva andare meglio, si è vero, ma i miei ragazzi, ed anche io, abbiamo combattuto al massimo delle nostre capacità, e abbiamo portato a casa 3 bronzi. Alla fine posso essere felice non solo per quei 2 takedown che mi hanno fatto sognare, ma anche per aver portato sul tatami dei ragazzi alla loro prima esperienza...

giovedì 4 novembre 2010

UN ALLENAMENTO QUALUNQUE... UN MERCOLEDì QUALUNQUE

Ovvero un pò di functional training e qualche highlight di Luigi...


domenica 24 ottobre 2010

BJJ: NON SOLO ARTE MARZIALE, MA MOVIMENTO CULTURALE



C'è qualcosa che accomuna tutti i lottatori di jiujitsu o grappling NOGI, che non è solo la passione comune per queste arti marziali o sport da combattimento, ma è anche una sorta di "sentire comune", che porta questa bella gente, ad avere delle caratteristiche sui generis.

Non so dire se è solo una mia percezione, o una convinzione più o meno riconosciuta, ma avverto una sorta di fenomeno sociale che si sta diffondendo, nonostante non venga promosso dai maggiori mezzi di comunicazione come la televisione, la radio... tutto si va sviluppando per contatto dal vivo, esperienze personali o tramite internet.
Questa gente ha certamente delle caratteristiche che le accomuna: sarà la passione per la disciplina che porta ad adattare la propria vita alle esigenze sportive, sarà la propensione a viaggiare non per pura vacanza, ma per cercare nuove palestre dove allenarsi, sarà il fatto che ci si allena con attrezzi considerati innovativi, ma che in realtà sono antichissimi, e sconosciuti a tutti gli amanti del fitness, sarà una certa attenzione per la ricerca di nuovi modelli estetici, o sistemi di comunicazione artistica, come ad esempio la fotografia...
Sembra che si stia sviluppando un modello sociale nuovo, in una società che vive di apparenze. Qualcuno grazie al jiujitsu, preferisce vivere per essere, non per apparire.
Piuttosto che curare i propri muscoli, in maniera fine a se stessa, preferisce allenare il gesto atletico, prefissarsi un obiettivo, ricercare continue esperienze agonistiche, insomma vivere la propria vita da protagonista e non da spettatore.
Il BJJ ci porta ad amare l'allenamento duro anche quando tutti si fermano, anche solo per consolidare un'amicizia, un rapporto sociale che nasce, matura e si consolida sul tatami, per il piacere di combattere. Ci porta ad amare la nostra kettlebell, il nostro bulgarian bag, il nostro GI, ci porta a vestirci in un determinato modo, a parlare in un determinato modo, a preferire certi posti piuttosto che altri, a rifiutare la mediocrità dilagante, a mettersi in gioco in prima persona combattendo.
In Italia sembra poi che tutti i lottatori di jiu jitsu, specie le cinture più scure, manifestino propensione alla fotografia, alla grafica, al recupero di modelli estetici degli anni 60/70, al disegno, e lo si nota dalla creatività dimostrata nella ricerca della grafica per il proprio logo, il proprio sito, la propria locandina... Inoltre, come ovvio, stampa di settore, blog, siti internet, ognuno scrive, pubblica, legge, condivide.

Credo che il BJJ, in Italia, non sia solo una disciplina che si sta diffondendo solo adesso dopo anni, ma un vero e proprio movimento culturale, che sta portando diverse persone a cercare un miglioramento della propria persona, uno stile di vita, e si sta proponendo come un nuovo modello per i ragazzi, che mai come in questi anni sembra non abbiano più nulla in cui credere.

Il BJJ avvicina persone e crea fratellanza in tutti in quelli che chiamiamo network. Ragazzi che si sentono parte integrante della stessa squadra, anche se non vivono nella stessa città, non si allenano insieme, ma si cercano su facebook, condividono le stesse esperienze sul tatami, si ritrovano in gara.

Scrivo queste righe per due motivi: uno è sicuramente quello di conoscere le opinioni di tutti, e cercare di capire se la mia percezione è condivisa anche da altri, in secondo luogo, se effettivamente quello che penso è condiviso, per generare una presa di coscienza comune, e rendersi finalmente conto che quello che facciamo non è solo uno sport o un'arte marziale... ma un vero e proprio movimento sociale/culturale.