La MAT SIDE JIU JITSU Molfetta, scuola di NOGI grappling e Brazilian Jiujitsu nata nel 2006 a Bari, inizialmente col nome di SUBMISSION FIGHTING UNION, per iniziativa di Vanni Altomare.
Già attiva e presente nel campo, vanta già il conseguimento di numerosi titoli, e può contare su giovani talenti che cominciano ad affacciarsi nell'agonismo.
Nel 1998 Vanni Altomare consegue il grado di cintura nera di Judo. Oltre a questa disciplina pratica lotta libera e NOGI Grappling.
Nel 2010 è stato investito del grado di cintura blu di brazilian jiujitsu dal Maestro Bernardo Serrini.
Nel 2012 ha conseguito il grado di cintura viola, dal Maestro Roberto Atalla de Moraes. Nel 2014 consegue il grado di Cintura marrone di Brazilian Jiu Jitsu.
Il 5 giugno 2016 Riceve la cintura nera da Bernardo Serrini.

Oggi è l'unico centro accreditato dalla MAT SIDE nel sud d'Italia.

Quest'anno le lezioni saranno tenute presso il centro sportivo THE BOX - CrossFit Molfetta.

PER CONTATTI: vannialtomare@gmail.com

martedì 6 dicembre 2011

ANDRIA SUBMISSION CUP VI: ancora conferme!!






A chiudere l'attività agonistica del 2011, ancora una volta, i ragazzi della RIO GRAPPLING CLUB MOLFETTA, hanno preso parte alla consueta gara locale che è già giunta alla sesta edizione, la ANDRIA SUBMISSION CUP.

In questa manifestazione di carattere locale, da sempre volta a fornire un momento di confronto fra tutti i praticanti di zona, nella disciplina del grappling, stavolta hanno preso parte 3 atleti alle prime esperienze agonistiche: Giacomo de Fazio, il sedicenne Davide de Palma e Luigi Fino. Tutti hanno lottato nella categoria -75Kg classe C, affrontando ciascuno dalle 3 alle 5 lotte. Durante le qualificazioni tutti ragazzi non hanno concesso punti agli avversari collezionando vittorie schiaccianti fino a ritrovarsi tutti in semifinale!
Raggiungono tutti il podio classificandosi come segue: Davide de Palma oro, Luigi Fino argento e Giacomo de Fazio bronzo, fornendo ancora una volta una prova molto convincente delle qualità tecniche del team intero.
BRAVI RAGAZZI!!!
Non posso non manifestare grande orgoglio e soddisfazione per la prova dimostrata sul campo che senza ombra di dubbio attesta la qualità del lavoro svolto anche sui ragazzi meno esperti.
Altra menzione degna di nota, va a Checco d'Amico e tutti i suoi compagni di Modugno che, allenati da Mattia Gargano, ha preso parte all'evento, conquistando un bronzo meritatissimo nella -75Kg classe B.

domenica 27 novembre 2011

Milano Challenge 2011


Stavolta una prestazione poco esaltante ... sarà la fase down dovuta al fresco rientro da Parigi, sarà la poca importanza data ad una gara che avevamo considerato di preparazione, sarà la sfiga, sarà che non si può stare sempre a 1000, stavolta i nostri eroi tornano a casa con 2 bronzi... che non si buttano, ma che non fanno sognare (in altri tempi saremmo stati contenti ugualmente, ma oggi bisogna essere onesti con se stessi).
Com'è andata?
Si parte da Molfetta alla volta del capoluogo Longobardo, con al seguito il solito Luigi, stavolta anche Vito Lusito, e i due nuovi eroi, Felice Altamura (che già ad Andria mi stupì, per il suo desiderio di combattere manifestato la mattina stessa della gara e senza preparazione) e Fabio Petruzzella, a meno di 3 mesi di Jiu Jitsu e già desideroso di scendere in campo. C'è da premettere che sono sempre felice quando sento che un nuovo praticante vuole provare a competere, ma stavolta ho acconsentito un pò perplesso, vista la scarsissima preparazione dei nuovi agonisti... ma alla fine tutto fa esperienza, e poi da qualche parte si dovrà pur iniziare.
Daniela Franco ci raggiunge a Milano direttamente la mattina della gara, oramai abituata a spaccare l'italia in 2 per competere anche in solitaria.
Ci ricongiungiamo al resto della squadra che come sempre è calorosissima nel ritrovarsi stretta e compatta sul terreno delle gare... Gianluca Boni (il successo non lo ha cambiato), Lavaggi (grazie dell'angolo fratello!), Michele Cipriani (scusa dell'angolo, fratello!) e il resto dei ragazzi...  ho anche conosciuto il nuovo fratello di Pistoia, Alberto Tesi (ancora piacere di averti trovato!).
Comincia Daniela: supera con tranquillità la prima avversaria dominando per tutto il match, posizioni, schiena, lotta in piedi... c'è tutto. Si ferma di fronte alla seconda avversaria che riesce a tenerle testa in piedi e le passa la guardia, dopo diverse sedute al suolo di Daniela che a mio avviso non aveva motivo di fare, diversi minuti di guardia aperta... la lotta è alla pari ma Dani commette qualche errore e lo paga.
Luigi: secondo me la lotta è stata molto tecnica...mezza guardia tutto il tempo ... subisce degli attacchi da cui riesce a difendersi ma non riesce a spuntarla... peccato! E' cmq manifesto che oramai sta sviluppando una forma di Jiujitsu più evoluta... stavolta è andata male ma di solito non delude! Le prossime andranno meglio.
Vito: lotta contro un ragazzo dello Rio Grappling che non riesco a riconoscere subito, e commetto una gaffe facendo angolo quando non avrei dovuto! Gli interessati non me ne vogliano. Combatte anche discretamente ma si imbatte in un avversario di livello superiore. Paga il prezzo di non gareggiare spesso e porta a casa un'esperienza che di sicuro lo preparerà al meglio per la prossima gara. Anche se in ansia per le competizioni, partecipa... e questi vuol dire già tanto.
Il Sottoscritto: lotto nel primo match con un signore abbastanza pesantino, che però riesco a portare al suolo e a controllare, e chiudo in Armbar in 2 min credo. Perdo il secondo match con un ragazzo della Gracie Bolzano che riesco a portare giù, ma non riesco a passare immediatamente, e pago carissimo questa incertezza, restando tutto il tempo a difendermi da uno strangolamento infame nella sua guardia chiusa che non mi fa battere ma mi mette in difficoltà... terzo posto, in una gara che era ampiamente alla mia portata.
Felice e Fabio: non ho visto le loro prove, ma non ci voleva un genio a prevedere l'esito delle lotte. I ragazzi hanno voluto testare la loro volontà: cosa non da poco per chi fa jiu jitsu da un mese, o da un anno ma non ha mai avuto modo di prepararsi seriamente per impegni lavorativi e quant'altro. Innanzi tutto i ragazzi erano la... questo è quello che conta! e tutti sappiamo che la prima esperienza è sempre difficile! sulle prossime cominceremo a pretendere i risultati... cmq grazie per aver preso parte alla cosa ed essere stati presenti.

Si torna a casa con 2 miseri bronzi... ora è tempo di sedersi a tavolino e programmare. Bisogna pianificare la preparazione per Lisbona e stavolta saremo davvero in tanti a prendervi parte. Ci sono errori da evitare e punti da chiarire, ma come sempre si va avanti!


martedì 15 novembre 2011

Ansia preagonistica 2 - i rimedi della nonna

Nel precedente post, ho trattato l'argomento in chiave tecnica, cercando di raccogliere informazioni più o meno scientifiche, googolando qua e la e riassumendo alla meno peggio, quanto riuscivo a trovare in giro tra ritagli di riviste più o meno autorevoli, magazine online, articoli scientifici etc...
Premettendo che non sono uno psicologo, ho cercato di fornire un supporto quantomeno attendibile per chiunque voglia saperne di più, o per tutti i coach che si trovano a dover sollevare l'animo dei propi ragazzi in difficoltà prima di una competizione.
Rileggendo più volte il post, mi sono reso conto che, per quel che può riguardare un praticante dilettante medio e alle prime armi, non è molto esaustivo, o meglio, il post si limita semplicemente a riportare delle informazioni in chiave, forse, troppo nozionistica.
La verità è che il problema dell'ansia da prestazione pre agonistica è, secondo il modesto parere di un agonista, un problema fondamentalmente umano, che affonda le proprie radici nell'educazione di ognuno di noi, nell'attitudine al confronto maturata nel corso della propria infanzia, e ovviamente da un fattore principale che non può e non deve essere mai sottovalutato, ossia l'esperienza.

Ogni atleta in qualunque campo, sa bene che l'esperienza maturata negli anni e sul campo, è la medicina migliore per problemi di questa natura, perchè avvicina la visione dell'allenamento alla realtà della competizione, permette di conoscere bene la dimensione mentale ed emotiva all'interno della quale sarà effettuata la prestazione, insegna a conoscere meglio e controllare la propria reazione in condizioni reali di stress.
Non si può imparare a lottare senza lottare, e non si può creare una vittoria se non sulla base di 100 sconfitte.
Spesso mi capita di ascoltare agonisti più maturi di me o ex agonisti che dispensano i loro consigli come farebbe un anziano ad un bambino, e mi stupisco sempre di quanto aderente alla realtà della lotta, sia il loro commento.
Il percorso che porta un giovane, timoroso ed inesperto agonista a diventare un lottatore sicuro di se e capace di esprimere al meglio il proprio potenziale maturato nel corso di anni di allenamento, sta proprio nella capacità di superare, volta per volta, il proprio timore o la propria insicurezza, e decidere di lottare a prescindere da tutto quello che l'ansia potrà provocare.
Ciò che deve spingere l'ansioso a combattere, deve essere la sicurezza e la volontà di crescere a qualunque condizione, e la consapevolezza che se si vuole diventare davvero bravi, bisogna accettare le regole senza compromessi, ripetendo nella propria mente "so che sarò ansioso, ma devo combattere... ", oppure "se davvero voglio crescere, non c'è altro modo, devo combattere!", o ancora "di volta in volta, sarò sempre più sicuro di me."
Per la mia esperienza, posso anche dire con sicurezza, che l'ambiente e il fattore gruppo sono determinanto in questo senso. Avere al proprio angolo un maestro veterano del settore, in cui si ripone la completa fiducia, pronto a sdrammatizzare e a stemperare un clima troppo teso è di grande aiuto. Un gruppo di agonisti esperti e meno esperti, sempre pronti a fornire supporto e stringersi compatti attorno ad ogni membro, accomunati da un sincero sentimento di fratellanza maturata durante le estenuanti sedute di rolling tutti insieme, costituisce il vero habitat naturale per un agonista in queste discipline, e favorisce l'attenuarsi dello stress da ansia pre competizione. Del resto ogni lotta, per quanto dura, vinta o persa, deve sempre finire con una risata ed un'abbraccio con l'avversario.

martedì 8 novembre 2011

NAGA Paris 2011



Il 5 novembre 2011, come secondo i piani, il sottoscritto e Daniela Franco sono stati impegnati nella seconda edizione del torneo europeo del circuito NAGA tenutosi, come già l'anno scorso, nella capitale francese. Oramai la nostra squadra sta cominciando a farsi prendere la mano con le trasferte internazionali, sia per la solita e irrefrenabile voglia di crescere, sia per creare una tappa che fosse da banco di prova per il solito appuntamento di Lisbona. Del resto l'esperienza non è mai troppa.
Si parte il 4 novembre alla volta di Parigi dove ci riuniamo con il resto della compagine RGC Mattia Macchelli, Sara Giacchetti, Gianluca Rondina e Valerio Mori Ubaldini, quest'ultimo già a Parigi da qualche giorno, accompagnato dai suoi cordialissimi genitori, e Matteo Calamandrei, giunto a Parigi giusto in tempo per lottare.
Dopo aver fatto il peso, e aver terminato il digiuno forzato di Daniela che ha nutrito dubbi sul suo peso fino alla fine, un giro veloce a Parigi (a piedi!!!) in cui in tre ore abbiamo visitato eroicamente tutto il centro. Se ci fosse stata una maratona, probabilmente avremmo partecipato anche a quella!
La mattina dopo si sono aperte le gare. Ottima la location, il Palazzo dello Sport nel quartiere di Levallois, e la estrema vicinanza con il nstro hotel ci hanno permesso di raggiungere facilmente il luogo di gara giusto in tempo per accreditare Daniela Franco al tavolo dei giudici che ha subito cominciato a lottare.

Daniela lotta prima nella NOGI division e successivamente nella GI divisions.
Devo dire che ho visto la sua prestazione crescere... se senza kimono mi è sembrata poco incisiva, col kimono ha gestito meglio la sua avversaria tentando dei buoni attacchi in piedi. Ha lottato meglio anche al suolo, riuscendo a gestire dalla guardia aperta un'avversaria forte, già finalista dello scorso Mondiale di BJJ. Non è però riuscita a contenerla fino alla fine... riesce a portare a casa due argenti.

E quindi è il mi turno. Premettendo che non ho mai visto una gara meno organizzata, mi sono ritrovato a lottare con un coriaceo, ma più leggero di me, lottatore polacco del Macaco Goldsteam. Non avendo avuto il tempo di riscaldarmi, essendo stato chiamato praticamente di sorpresa, perdo la finale con quest'ultimo in modo quantomai inaspettato, ossia per dei punti dati all'avversario per dei tentativi di sottomissione non andati a segno, nonostante i miei ripetuti attacchi durante la fase di scambio in piedi.
Ok, l'ignoranza in materia di regolamenti si paga!
Ma quando ho disputato il match nella GI division con lo stesso avversario, non ho potuto non notare la sua cintura marrone.
Riesco comunque a batterlo per due vantaggi dovuti a due miei attacchi quasi andati a segno e porto a casa un oro nella GI division e un argento nella NOGI division.

I miei complimentoni vanno a tutti ragazzi RGC che ci hanno accompagnato e supportato nella nostra avventura parigina, e che sono riusciti a creare un gruppo compatto ed affiatato, che di sicuro ha stimolato positivamente la nostra performance.
Ma ora è il momento di andare avanti e pensare alle prossime gare... Milano aspetta!


mercoledì 26 ottobre 2011

Livorno Grappling Challenge 2011



Quest'anno la prima gara della stagione, ha visto scendere in campo il solito immancabile Luigi Germinario e Mimmo Vestito, rispettivamente al loro esordio in classe A e B.
Un'appuntamento a cui nessun membro della squadra pugliese della RGC aveva mai preso parte: il Livorno Grappling Challenge.
Purtroppo avrei voluto prendervi parte, ma gli imminenti impegni all'estero e la preparazione, nonchè organizzazione (più che altro monetaria) per le prossime gare, hanno imposto a tutti i membri della accademia di dividerci fra i vari appuntamenti.
I nostri due baldi eroi partono alla vota di Livorno, dunque, il sottoscritto e consorte per Parigi, successivamente, tutti quanti appassionatamente a Milano, per il Milano Jiu Jitsu Challenge.

Stavolta sapevo che sia Luigi che Mimmo sarebbero stati impegnati in una gara difficile, perchè impegnati a partecipare in classi più impegnative. Ma a quanto pare stimavo con difetto le capacità dei miei uomini.
Cominciamo da Mimmo. Affronta i primi due avversari, pare due wrestler americani, battendo il primo 7 - 0, e il secondo 4 - 0. Perde la finale contro un istruttore RGC proveniente da Pistoia, molto esperto. Ottimo argento, per un Mimmo che va sempre più prendendo coscienza delle proprie capacità.

E' la volta di Luigi. Combatte contro Marcel Leteri Sasso, la cintura nera di BJJ titolare della nazionale italiana di grappling. Non essendo stato presente non sono in grado di esprimere un giudizio sulla lotta, ma quel che è certo è che perde 2 -0... un risultato a cui non avrei mai sperato. Disputa la seconda lotta contro un lottatore di Greco Romana dell'est europeo con il quale perde alla monetina dopo un combattutissimo 1 - 1.

Questa gara ci regala un Bronzo in classe A e un argento in classe B, un bottino più che soddisfacente, ma quel che più conta è che cresce sempre di più la convinzione che qui a Molfetta si sta sempre più consolidando una classe agonistica di lottatori di livello, che dimostrano con i fatti la loro preparazione e la loro esperienza sul campo.

Complimentoni a tutti ragazzi... sono orgoglioso di voi!!!!!

P.S. : a breve video degli incontri!!!

martedì 18 ottobre 2011

Ansia da prestazione agonistica


Stavolta vorrei parlare di un problema che interessa tutti i praticanti di bjj/grappling che si apprestano a calcare il tatami delle gare, ma più in generale, qualunque atleta, ovvero l'ansia da prestazione preagonistica.
Inutile nasconderlo, l'ansia prima di salire sul tatami colpisce tutti, novizi e grandi campioni, in misura differente magari, ma comunque è presente, anche se non si manifesta o se viene nascosta.
L’ansia, in generale, è un segnale che indica lo stato d’impotenza di fronte ad una situazione, che il soggetto vive come una minaccia, esterna (sentire un pubblico contrario) o interna (es. timore di incontrare un avversario).
Può essere considerata un particolare evento emozionale con caratteristiche multidimensionali, poiché essa produce delle modifiche su quattro livelli: fisiologico, cognitivo, emotivo e comportamentale.
Dal punto di vista fisiologico le risposte di attivazione più comuni risultano essere: il respiro affannoso (che può condurre all’asma) l’aumento della tensione muscolare, la tachicardia, l’aumento della sudorazione, l’emicrania, i dolori addominali, i disturbi gastro-intestinali, l’ipertensione arteriosa, la secchezza delle labbra, le alterazioni del sonno, fame nervosa o chiusura d’appettito, l’oppressione toracica, il frequente bisogno di urinare, i tic… .
Dal punto di vista cognitivo le risposte riguardano: l’eccessiva preoccupazione di non riuscire a ..., la convinzione di non essere in grado di …, i ricorrenti pensieri di pericolo, l’incapacità di concentrarsi, le aspettative negative sugli esiti della gara, uno stato costante di vigilanza, la rigidità di pensiero.
Dal punto di vista emotivo le principali risposte sono accomunabili al senso di disagio, ad uno stato di confusione mentale, ad uno stato di apprensione eccessiva, ad un senso di paura e di tensione, alla sensazione di avere uno scarso controllo della situazione, ad un senso di disistima, al negativismo estremo.
Dal punto di vista comportamentale, infine, le risposte più estreme conducono ad atteggiamenti di fuga dalla situazione, e conseguentemente ad un peggioramento nelle performance, e nei casi più gravi, potrebbero rendere il soggetto inabile per un determinato periodo di tempo; ciò può avere origine dall’abbassamento del livello d’autostima positiva del soggetto, nonché dal peso di risposte fisiologiche ostacolanti e di risposte cognitive caratterizzate dalla presenza di belief disfunzionali.
L’ansia pre-agonistica è comune a tutte le età, ma specie nei bambini e negli adolescenti, per i quali, da un lato, la motivazione ad autoaffermarsi, attinente allo sviluppo del sé, e dall’altro, la ricerca di consenso e di approvazione sociale, attinente allo sviluppo sociale, risultano essere significative.
L’ansia è un’emozione correlata alla vita, che a livelli moderati assume per l’atleta, e per l’individuo in generale, una connotazione positiva, in quanto crea motivazione e ci spinge a mobilitare le nostre risorse personali, mentre a livelli esponenziali, essa è bloccante ed impedisce di attivare in maniera efficace tutte le risorse di cui disponiamo.

Sia come atleta che come istruttore, nel corso della mia esperienza, ho dovuto più e più volte affrontare questo problema, sia in prima persona che con i miei studenti, e, anche se ritengo di aver superato questo scoglio a livello personale, credo che, in futuro, mi ritroverò sempre a dover supportare ragazzi che si affacciano all' agonismo, e che devono affrontarlo.
Ovviamente non sono uno psicologo sportivo, e nel corso degli anni, mi sono dovuto documentare più volte per poter riuscire a trovare degli approcci corretti per la risoluzione di questo gravoso problema. Quello che mi propongo di fare con questo pezzo, è semplicemente fornire dei suggerimenti a tutti coloro che soffrono di ansia preagonistica e  a tutti coloro che, in qualità di istruttori, hanno il dovere di fornire un supporto ai propri studenti.


Il livello d’ansia, che subentra in situazioni di gara o di competizione, dipende dal nostro particolare modo di valutazione degli eventi sulla base dei pensieri che abbiamo appreso nell’arco della nostra vita.
Nello specifico se carichiamo di eccessivo peso una determinata competizione o sopravvalutiamo il potere dell’avversario, e al contempo sottostimiano le nostre abilità e competenze per far fronte alla situazione, raggiungeremo con molta probabilità elevati livelli d’ansia.
Pertanto, riassumendo, l’ansia pre-agonistica, viene generata da una doppia valutazione disfunzionale: la prima che tende a sovrastimare la situazione; la seconda, invece, che tende a sottostimare le proprie risorse personali.

Le cause principali cui attribuiamo gli eventi sono: l’abilità, che un fattore interno e stabile nell’individuo; l’impegno, che è un fattore interno ma instabile (che può variare); il grado di facilità/difficoltà del compito, che è un fattore esterno e stabile (non dipende dal soggetto) e la fortuna/sfortuna, che è un fattore esterno ma instabile.

L’ansia pre-agonistica, può derivare, in soggetti timidi, introversi e con bassa fiducia in se stessi, anche dall’imbarazzo per la presenza del pubblico, dalla paura che gli altri possano emettere giudizi negativi relativi alla propria persona e/o alla propria performance.
Quindi, in questi casi, il fattore scatenante riguarda il pensiero che quella specifica situazione richieda una qualche forma di giudizio o di valutazione della propria prestazione.
Un altro fattore scatenante potrebbe essere connesso ad un infortunio; nello specifico l’atleta che ha subito una lesione nel corso di una gara, possibilmente potrebbe essere rimasto traumatizzato dall’evento, e perciò la situazione "gara", rievocherà in lui quel ricordo traumatico, e in concomitanza la manifestazione di sintomi d’ansia.
Infine, assume anche un valore preminente nell’influenzare la situazione emotiva dell’atleta il rapporto con l’allenatore, il quale, talvolta, può manifestare aspettative troppo elevate o può esercitare eccessive pressioni o richieste, esaltando più l’aspetto tecnico nel lavoro con l’atleta, e sottovalutando, invece l’aspetto psicologico ed educativo della relazione.
L’allenatore, invece, dovrebbe manifestare la sua stima nei confronti dell’atleta, gratificandolo durante l’allenamento, comunicandogli previsioni ottimistiche, relative alla sua futura prestazione.

GLI EFFETTI
L’ansia pre-agonistica presente negli atleti può avere riflessi positivi o negativi sulla performance sportiva, a seconda della sua intensità.
Esiste una stretta correlazione tra tensione-ansia e performance, che può essere rappresentata graficamente con una curva ad U rovesciata, definita anche come legge di Yerkes e Dodson (1908).
La performance ottimale si ha ad un livello moderato di emotività (ansia positiva): un aumento o una diminuzione di tale livello genera effetti negativi.
Nello specifico, senza tensione mancherebbero livelli adeguati di motivazione e di interesse alla competizione, nonché la spinta ad attivare positivamente le proprie forze; d’altra parte, troppa ansia inibisce l’attività, in quanto mette in moto solo attività di difesa.

L’ansia pre-agonistica genera un circolo vizioso caratterizzato da emozioni e pensieri che si influenzano reciprocamente: apprensione (pensiero associato "oggi ci sarà la gara"), preoccupazione (pensiero associato "temo il confronto con l’avversario, oppure "temo di sbagliare") e ansia (pensiero associato "penseranno che non sono brillante").
Le conseguenze sulla persona riguardano: dal punto di vista fisiologico, un innalzamento dell’arousal, ossia del livello di attivazione sottocorticale, mentre dal punto di vista psicologico l’innescarsi di una forma più o meno elevata di tensione, che conduce ad una sensazione di impotenza nell’affrontare una determinata situazione di gara.

Quando l’ansia assume aspetti oppressivi, ovviamente casi estremi, quando lo stato d’impotenza duri troppo a lungo o venga innescato frequentemente, essa viene somatizzata, e si trasforma in angoscia.
La tachicardia, l’asma, l’ipertensione arteriosa……., cioè tutte quelle modificazioni fisiologiche, di cui abbiamo parlato sopra, non sono altro che conversioni patologiche di uno stato d’ansia.
L’ansia pre-agonistica può inevitabilmente generare sentimenti di inferiorità nell’atleta, specialmente se essa è associata ad un bisogno di successo che assolutizza il valore della prestazione.
Il rischio maggiore è quello di incorrere in modalità ossessive, che oscurano il valore ludico dello sport, e che, incrementando i livelli d’ansia dell’atleta, contribuiscono ad un ulteriore peggioramento delle sue performance. Molti ragazzi, in palestra brillanti, non riescono ad esprimere adeguatamente il loro valore in gara.

LE STRATEGIE DI GESTIONE


Il primo passo da compiere, in questi casi è quello di riconoscere il problema; ciò implica prendere coscienza di esso ed essere pronti ad affrontarlo.
Successivamente sarà possibile intervenire insegnando all’atleta a non concentrare la sua attenzione solo sui pensieri negativi (comportamento tipico dei soggetti ansiosi), bensì a pensare in modo positivo.
In tal senso utili possono essere considerate delle formule del training autogeno, atte a predisporre alla calma (es. "Ce la metto tutta, ma se non va, andrà meglio la prossima volta", "Sono tranquillo e padrone dei miei movimenti"); o ad incrementare l’autostima (es. "Affronto la gara sicuro e fiducioso", "Mi muovo agile e veloce"); o a materializzare all’esterno il problema dell’ansia come fosse un nemico da sconfiggere ("L’ansia è una brutta bestia, ma io la vincerò").
Per quanto concerne gli esercizi complementari del training autogeno, quelli del cuore e del respiro sono i più indicati per cercare di controllare l’ansia poiché conducono ad un battito cardiaco regolare e ad un ritmo respiratorio libero e spontaneo.

Efficace è anche l’utilizzo del metodo della visualizzazione (rilassamento e imagery della gara); nello specifico immaginare la prova che mette tanta ansia prima di attuarla, focalizzandosi sulle azioni e sui gesti da compiere, nonché sulla realizzazione di un brillante risultato (rilassamento e imagery dell’obiettivo da perseguire), permette di costruirsi una rappresentazione mentale di tutta la sequenza cinetica da implementare e aiuta a predisporsi con l’animo giusto alla gara.

Una delle tecniche maggiormente indicate per imparare a gestire livelli eccessivi di ansia preagonistica è la desensibizzazione sistematica.
Essa consiste nel portare gradualmente il soggetto ad abituarsi a ciò che gli procura ansia.
Nello specifico, una volta individuato lo stimolo ansiogeno, si stabilisce con l’atleta una gerarchia di situazioni, da quella che suscita meno ansia, sino a quella più stressante; successivamente per ogni situazione si fanno degli esercizi di rilassamento finché il soggetto si abitua allo stimolo e questo non gli produrrà più ansia.

Inoltre, gli esercizi di respirazione poco prima di una gara favoriscono l’ossigenazione del sangue, rendendo più vigili i sensi e più lucida la mente, e al contempo consentono di avvertire una sensazione naturale di vitalità del corpo.
Difatti l’atto respiratorio risulta essere in stretto rapporto con l’attività psichica, in particolare se esso viene accompagnato dal pensiero di immagazzinare, inspirando, tutte le energie positive provenienti dall’esterno, ed eliminare, espirando, tutte le tensioni e le energie negative che provengono dall’interno del nostro corpo.

In gara l’atleta deve essere in grado di crearsi un’istantanea immagine distesa, che funga da ausilio al fine di riportare la concentrazione e la sicurezza nei momenti più difficili, facendo largo uso di quello che viene definito il "linguaggio interiore positivo".
Il soggetto ansioso tende a preoccuparsi eccessivamente per le situazioni che gli si propongono, e a sottostimare le risorse che possiede per affrontarle, ciò lo conduce ad una fuga dal presente, avendo pensieri fissi su qualcosa di negativo che "potrebbe accadere" o "che già è accaduto e potrebbe ripresentarsi"; la pratica regolare dello stretching, da attuare anche poco prima della gara, oltre che a ridurre la rigidità muscolare, potrebbe aiutarlo ad utilizzare il corpo e la mente in armonia, concentrandosi ad ogni movimento sui muscoli che si distendono e su quelli che si allungano, favorendo una predisposizione a collocarsi attivamente nel tempo presente, migliorando il contatto intimo col proprio io e riscoprendo il valore delle proprie risorse.
Pertanto, lo stretching consente alla persona tendenzialmente ansiosa di acquisire maggiori sicurezza e dinamismo nella capacità di affrontare le situazioni e di migliorare la propria capacità di autocontrollo.

Anche il goal setting è importante, in quanto imparare a prefiggersi degli obiettivi, che possono essere controllati personalmente, come quelli volti al miglioramento di un gesto atletico o un’abilità mentale, consente di: aumentare il proprio livello di concentrazione, allontanando dalla mente i pensieri negativi distraenti; di accrescere il proprio senso di autoefficacia e di autostima; e di migliorare la propria performance, riducendo l’ansia circa l’attività svolta.

Un'altra strategia molto interessante è quella che chiamano delle emozioni scatenanti.
E' vero infatti che ciascun atleta, si appresta ad entrare in gara con uno stato d'animo diverso e in una condizione mentale del tutto unica e personale. E' possibile, quindi, che esistano delle emozioni, o stati d'animo che contribuiscano a far crollare i blocchi generati dagli stati d'ansia e mettano l'atleta nella condizione psicologica di esaltare la propria performance sportiva.
L'attenzione dell'allenatore, e dell'atleta in primis, deve essere concentrata sulla ricerca di questa emozione, (rabbia, allegria, serenità, frustrazione), che caratterizza ogni singolo atleta, e riuscire a rievocarla, magari attraverso l'ascolto di musica, poco prima di salire sul tatami, al fine di metterlo nella condizione psicologica migliore.


La gara, invece, dovrebbe essere vista come un’occasione di crescita, come un’esperienza formativa che consente il confronto leale con gli altri, come un momento per verificare il proprio percorso di apprendimento e di allenamento finora raggiunto, operando una sintesi circa i propri punti di forza e i propri punti di debolezza.
E’ fondamentale far riflettere l’atleta su come percepisce la gara: la percezione della gara come minaccia lo renderà più vulnerabile alla tensione emotiva; mentre la percezione della gara come una sfida lo renderà più motivato, più persistente e più impegnato.
La vera vittoria personale, al di la del risultato, è quella di riuscire ad essersi impegnato al meglio; la sconfitta non deve essere identificata come qualcosa di irrimediabilmente negativo, ma come uno stimolo ad impegnarsi di più la prossima volta, cercando di migliorare quegli aspetti deficitari di natura tecnica o psicologica che hanno ostacolato la prestazione.

Per gestire l’ansia pre-agonistica negli atleti giovanissimi occorre puntare l’attenzione sulla valenza ludica ed espressiva dello sport, piuttosto che sulla qualità positiva della performance; inoltre bisogna attribuire gli insuccessi non alla carenza di abilità, ma alla minore quantità di impegno profuso, in modo tale da non indebolire il grado di autostima positiva del soggetto, e al contempo motivando quest’ultimo a mettere in atto con maggiore energia e vitalità le sue risorse.
Il gioco, inteso come piacere del gesto motorio, dovrebbe comunque essere mantenuto nell’attività sportiva più matura, poiché esso rende viva la motivazione dell’atleta, e previene il drop out, ossia l’abbandono della pratica sportiva.

Infine, l’eventuale intervento psicologico, richiesto dall’atleta, che ha difficoltà a gestire livelli elevati d’ansia pre-agonistica, deve quindi mirare:

  • all’acquisizione della consapevolezza delle proprie emozioni sia in allenamento che in gara;

  • all’incremento della sua autostima positiva;

  • all’aumento del suo senso di auto-efficacia percepita;
Questi ultimi sono delle idee errate che inducono in noi ansia e stress.
Mi riferisco, per esempio a:
  • l’idea di voler riuscire in tutto, invece che accettare che ciascuno ha i propri limiti, ed è impossibile primeggiare in tutti i campi;

  • l’idea che la critica degli altri colpisca globalmente il valore di sé, anziché considerare una critica in modo costruttivo, cioè come rivolta solo ad una nostra specifica azione;

  • l’idea che il presente sia già determinato dal passato, anziché pensare a non fare in modo che le precedenti esperienze negative si ripetano, attuando delle strategie appropriate e dei cambiamenti maggiormente idonei;

  • l’idea che il proprio valore dipenda dall’ottenimento di determinati traguardi richiesti, invece che rendersi conto che ciascuno di noi vale "in quanto persona" a prescindere da ciò che riesce a fare, e non attribuire gli errori solo a se stessi senza considerare i numerosi fattori che concorrono ad un fallimento.


giovedì 15 settembre 2011

Riapertura Corsi 2011/12



Finalmente ci siamo!!
Riaprono i corsi per il nuovo anno dopo un'estate di attesa e fatica fra gli allenamenti di crossfit, qualche sparring e il Camp della RGC.
Quest'anno si riprende con delle novità: avremo innanzitutto una nuova sede.
I corsi si moltiplicano e oltre alla nostra sede di Molfetta, partiremo con un nuovo corso a Giovinazzo, presso il Centro Sportivo Netium. Il corso sarà tenuto il martedì, il giovedì e il sabato (per gli orari consultate la sezione dedicata).
Inoltre a Molfetta il corso sarà articolato in modo diverso: avremo un primo turno riservato ai non agonisti, dalle 19.00 alle 20.30, e un secondo turno riservato agli atleti agonisti che si terrà dalle 20.00 alle 22.00.

Oltre la mera organizzazione dei corsi, come novità, quest'anno ci si propone di partecipare ad un maggior numero di competizioni, in particolare internazionali.
Oltre al solito appuntamento dell'europeo di Lisbona, ci stiamo organizzando per partecipare al NAGA di Parigi che si terrà il 5 di Novembre.

Quest'anno non ci saranno operazioni di promozione commerciale (manifesti, volantini, 6x3), ci avvaleremo solo di un piccolo supporto pubblicitario fornito dal centro sportivo che ospita il nostro nuovo corso di Giovinazzo, il minimo sindacale per poter aprire un nuovo corso...

Come sempre le porte sono aperte a tutti coloro che hanno voglia di mettersi alla prova, di scoprire questa splendida disciplina, di entrare a far parte della nostra famiglia, di sudare con noi copiosamente...

Quindi diamoci dentro!!!

mercoledì 6 luglio 2011

Chiusura Corsi

Anche quest'anno, mi ritrovo, come consueto, a parlare come Albus Silente a fine anno...

Un altro anno si è concluso, e come questo, devo dire, nessuno mai... 6 gare disputate, tra cui la prima volta agli Europei di Lisbona, 3 seminari organizzati, 4 seguiti, oltre a raduni RGC e quant'altro... Stavolta, eccetto Lisbona, abbiamo sempre raccolto medaglie, abbiamo portato sul tatami, Fernando e Davide per la prima volta, e abbiamo visto la grande volontà di competere dei nostri amici di Modugno, che non smettono mai di voler scendere in campo e farsi onore...

Il medagliere 2010/2011 lo vince Luigi Germinario, che porta a casa una bella collezione di medaglie... e un kimono! Congratulazioni!!!!

Ma come al solito, il sottoscritto guarda avanti... e vedo un nuovo anno ancora più intenso...
2 sedi, Molfetta e Giovinazzo, corsi divisi in orario principianti e orario agonisti, nuovi appuntamenti internazionali e ancora una volta la sfida di Lisbona a cui non vogliamo mancare...

Le cose ,di anno in anno, si fanno sempre più difficili ed importanti, ed è così che deve essere...

Il corso termina, ma come sempre gli allenamenti no... restate in contatto per eventuali incontri durante l'estate, e grazie a tutti per essere stati uniti e compatti, come una famiglia!!!

lunedì 27 giugno 2011

NOVA INVICTA CUP II


Quest'anno, dopo aver perso la prima edizione, ci siamo finalmente decisi a partecipare alla seconda edizione della NOVA INVICTA GRAPPLING CUP,
Ogni promessa è debito... stavolta c'eravamo!
Presenti sul tatami, Luigi "NOGIGI" Germinario, Fernando Pappagallo, e dalla compagine modugnese, David Gargano e Giacomo Maiullari.
Io per la prima volta nella mia vita, ho solo accompagnato i ragazzi, avendo deciso, dopo l'ultima mia competizione al Roma Open, di non voler caricarmi di una nuova gara, in periodo già denso di impegni lavorativi, tra palestra e vita "borghese". Inoltre (quando il destino è avverso...) essendomi anche infortunato ad un'anca, anche volendo, davvero stavolta non avrei potuto...
Mi è un pò dispiaciuto restare fuori dai giochi, ma alla fine sono comunque rimasto soddisfatto dell'esito della giornata.

Ma procediamo con ordine.

Luigi Germinario iscrittosi in classe B, per esiguità di iscritti viene accorpato in classe A con altri 2 ragazzi, tra cui l'ottimo ed eterno rivale Cristian Ceccarelli (vederli lottare insieme è sempre un piacere), che affronta come primo match, perdendo alla monetina per una leggerezza nel difendere la guardia! Ottimo match, lotta di livello, con un'avversario che garantisce la crescita. Affornta subito dopo un avversario di Mesagne, di cui non ricordo il nome, che riesce a battere 4 a zero, e che a sua volta batte Cristian Ceccarelli, per 2 punti. Per il regolamento FIGMMA si ritrova primo in categoria per maggior numero di punti totalizzati.
Terminata la categoria decide di fare il botto, e iscriversi negli assoluti...
Primo avversario Ivan Tomasetti, già campione del mondo di BJJ nelle cinture blu, nonchè plurimedagliato Judoka, penso sopra il quintale! La lotta, per i 63 Kg di Luigi è ovviamente impossibile: dopo qualche scambio, tenta un triangolo volante senza fortuna e deve sottostare all'avversaio che appena gli tocca una caviglia, (sicuramente non la avrebbe mai tirata sul serio!) lo costringe alla resa. Più che una lotta un rolling amichevole... Va bene così!
Ufficialmente Luigi Germinario, da questo momento in poi, combatterà sempre in classe A.

Fernando Pappagallo affronta un girone all'italiana con altri 4 avversari. Perde contro il primo ai punti, a mio avviso non avendo trovato la condizione mentale perfetta per affrontare una gara. Dopo averlo cazziato per bene, vince il secondo match per armbar, perde il terzo match, contro un avversario che avrebbe potuto battere, a mio avviso, ma si distrae a cercare la soluzione veloce che gli ha permesso di vincere il secondo match... le lotte non si affrontano contando sulla fortuna, ma credendo nel proprio jiu jitsu. Dopo una seconda cazziata, vince il quarto match per triangolo. Guadagna un terzo posto, che però avrebbe potuto essere almeno d'argento... Fernando, a mio avviso può fare molto meglio, non tecnicamente e nemmeno per la sua condizione fisica che è oramai buona. Deve imparare a cercare la propria condizione mentale prima di salire sul tatami.

David Gargano affronta la prima lotta perdendo per una proiezione, e viene ripescato... il suo secondo match è simile al primo, ma riesce a mettere una proiezione e passare il torno...
Scopre di aver perso mezzo kilo di pelle dalla pianta del piede durante la lotta, e viene costretto a rinunciare alla lotta. Peccato, conosciamo bene la tenacia di David, già dimostrata ad Andria. Ragazzi però più attacchi nelle lotte in piedi però non sarebbero male...

Giacomo Maiullari disputa 2 incontri in classe C nella -90kg , il primo vinto per una proiezione, e il secondo anche... (credo) Tenace e deciso a combattere, (come nel portare le birre!) riesce a vincere la cateoria... Idem anche per lui, ottima la condizione fisica e mentale, ma non sarebbe male lavorare di più nella lotta in piedi.

Su 4 ragazzi tra Modugno e Molfetta 2 ori e un bronzo... In particolare da Molfetta arrivano 2 medaglie su 2 partecipanti, e se David non si fosse infortunato, sono sicuro che avremmo fatto il pieno! Complimenti a tutti!!

domenica 29 maggio 2011

BJJ Vs. Money




Se ti interessano i soldi, non praticare il brazilian jiu jitsu!
Questo è il mantra che si ripete come morale, dopo aver sostenuto una serie di discussioni avute con persone diverse, ovviamente tutte addentrate nel mondo delle arti marziali, nelle ultime settimane.
Una regola che comincia a manifestarsi come verità assoluta anche a chi, cominciata l'espansione commerciale di questa disciplina sul territorio, non ha saputo trattenersi dal creare business.
Ogni tentativo di lucro pare stia lasciando il passo ad una sana visione di questo sport, che, come ogni cosa buona di questo mondo, non può essere messa a tacere.
Mi spiego.
Quando io ho iniziato a percorrere la mia strada come gruppo autonomo di studio e ricerca nel campo prima del grappling, poi del BJJ, l'interesse per queste discipline era manifestato in modo molto sporadico. Non esistevano delle scuole di grappling vere e proprie, (allora veniva chiamato submission wrestling, o submission fighting, da cui il primo nome di questo gruppo).
Qualcuno manifestava il proprio interesse alla disciplina, solo come passaggio funzionale all'MMA, (che allora veniva chiamato VALE TUDO) e, per lo più, lo si praticava senza nessun tipo di cognizione, solo provando ad azzuffarsi un pò, ed elemosinando conoscenze frammentarie dalla rete. Personalmente, avevo già delle conoscenze di grappling e bjj, sicuramente sufficienti ad affrontare delle competizioni nelle divisioni minori.
Quello che però mancava, era il supporto di un maestro che avrebbe assicurato una linea di continuità all'apprendimento mio e del gruppo che dirigevo. La crescita a quei tempi era molto lenta, ma per chi si prodigava a cercare in giro seminari ed allenamenti con gente qualificata, era pur sempre una forma di crescita.
Con l'avanzare degli anni, i gruppi che avevano cominciato a fare ricerca in modo serio con il supporto di cinture nere di bjj, avvalendosi dei network italiani, hanno avuto dei progressi visibili, si sono qualificati in importanti competizioni nazionali, hanno continuato il loro percorso crescendo nel loro numero e ora sono delle realtà forti sul territorio, che collaborano e si scambiano informazioni, sparring, tecnica e quant'altro.
Ma cosa è successo di tutti gli altri?
Per qualcuno di questi, il graduale trasformarsi dal grappling in bjj con tanto di kimono e cintura, è diventato un problema con cui doversi misurare.
Alcuni hanno pensato di rinnegare l'importanza della lotta al suolo all'interno dell'MMA, puntando di più sui colpi, ma continuando a mantenere sulla propria porta la dicitura "Accademia di MMA", altri hanno preferito dedicarsi ad un misto di submission, grappling, MMA, jiujitsu tradizionale, e non so cos'altro, stringendo ai fianchi una cintura nera di una disciplina non meglio identificata, altri si sono dedicati alla difesa personale, e addirittura qualcuno ha chiuso bottega.
Tempo fa, scrissi un post, in cui mi scagliavo contro i falsi maestri, che spacciano per propria una disciplina che non conoscono, rivolgendomi non tanto a loro, quanto ai loro allievi, che, qualora in grado di intendere e di volere, avrebbero tutte le possibilità di capire cosa stanno facendo e cosa si stanno perdendo, semplicemente affacciandosi alla rete.
Beh, pare che qualcosa stia cominciando a muoversi... la selezione naturale tra chi si improvvisa e chi sta imparando, comincia a manifestarsi. Ultimamente sto notando un certo migrare di ragazzi che si spostano di città in città, e di palestra in palestra, selezionando quello che trovano e cercando di capire cosa può essere meglio per la loro crescita.
Questo è un segnale che mi fa ben sperare.
Chi pensa di poter mettere insieme un gruppo, creare un proprio business, solamente sfruttando la mania commerciale del momento per l'MMA, probabilmente si sbaglia. Parliamo di un settore che necessita di una forte competenza tecnica.
Prima o poi, chi entra a contatto con la realtà della lotta al suolo, deve per forza incrociare sulla propria strada il BJJ, e chi è veramente motivato, non potrà non rimanere contagiato, dal modo di vivere il proprio percorso di crescita che è proprio del BJJ, fatto di socialità, di scambi con il mondo al di fuori del proprio tatami, di gare, di sparring, di persone che si conoscono e che viaggiano per incontrarsi e combattere.
Questo mondo, è l'antitesi della visione delle arti marziali, cara a chi lo fa per soldi, per interessi personali, o per prestigio. Un mondo di chiusure, di cinture zeppe di dan, di esami per i passaggio di gradi, di divieti, di maldicenze, dicerie, e di federazioni! Un mondo popolato da dilettanti dello sport, di apprendisti stregoni, che al massimo, mandano sul ring i propri ragazzi ma se ne guardano bene dal salirci in prima persona...
Chi ragiona così, ha le ore contate... i ragazzi, che davvero vogliono crescere, sapranno (ne sono certo!) distinguere da soli la strada migliore per loro, perchè non si può reprimere il desiderio di crescere, quando è motivato da una passione, solo per timore reverenziale nei confronti di chi si è abituati a chiamare Maestro.
Questi invece, resti pure nella sua Accademia di MMA, a contare i suoi allievi, e a cercare di giustificare le sue incompetenze, parlando male di chi invece non ha paura di uscirne fuori.

domenica 22 maggio 2011

Stage di Atalla e Andria Submission Cup 2011: un week end molto intenso!





Stavolta sono stati 3 giorni molto intensi... venerdì 20 e sabato 21 maggio abbiamo ospitato per la seconda volta il Mestre Roberto Atalla.
Sono stati 2 giornio molto densi e faticosi, un pò per la quantità di ore sul tatami, un pò perchè al tatami è anche seguito il solito lavoro in sala pesi. Ma la compagnia di Roberto rende tutto sempre molto gradevole e divertente. Sono sempre più contento di aver conoscito questo grande Maestro che sta facendo molto per noi con la sua presenza e la sua autorevolezza. Venerdì mi sono concesso un'ora di lezione privata, in cui il Mestre mi ha spiegato alcuni movimenti di uscita e passaggio dalla guardia aperta tradizionale, de la Riva, e deep Half Guard, per poi fare 20 min di sparring. E' sicuramente molto istruttivo e importante, per la mia crescita, fare combattimento con un lottatore molto tecnico ed esperto come Atalla, e sicuramente questa esperienza mi ha aperto gli occhi su molte carenze del mio gioco.
Quindi lezione regolare, tenuta ovviamente dal Mestre. E dopo il lavoro, tutti abbiamo portato il Mestre a far conoscere un pò di vita notturna della costa pugliese: festa in spiaggia!!!

L'indomani ci siamo dedicati alle uscite dalla guardia chiusa: un momento sempre molto problematico della lotta, credo a qualunque livello. Dopo 3 ore tra tecnica e rolling... graduazioni!! Mimmo Vestito è Faixa Azul!!
Colgo l'occasione per spendere due parole a favore di questo ragazzo che ha scoperto da poco il bjj ma che ha dedicato tutto degli ultimi anni della sua vita, tra allenamenti, gare stage e raduni! Credo sia stata una cintura non meritata, ma strameritata per Mimmo che con la sua forza e la sua simpatia, accompagnata sempre da una gran dose di umiltà e voglia di competere, rende noto a tutti il lato migliore del Jiujitsu!!! Grazie Mimmo!!!

3 gradi a Fernando, sulla sua cintura bianca, che dopo il Bronzo del Roma Open si ritrova ad un passo dalla Blu. Ho già parlato in passato di Fernando che non smette mai di rendermi orgoglioso di lui!!! Grazie e complimenti anche a te!!!

2 gradi sulla bianca per Pino Gadaleta, mio vecchio compagno di aventure ed allenamenti, che non manca mai di rinfrescare il suo jiu jitsu partecipando a tutti i nostri stage!!! Grazie di esserci Pino!!!

E 2 gradi... anzi gradini anche per me!!

Finisce così questo secondo seminario del Mestre, che spero ritorni presto a trovarci e a cui rinnovo come sempr la mia gratitudine per tutto!!!

Domenica mattina invece siamo partiti alla volta di Andria per partecipare, come consueto, alla sesta (credo) edizione della Andria Submission Cup. Stavolta prendono parte Luigi, Felice (che all'ultimo momento viene colto da una irrefrenabile voglia di gareggiare pur essendo stato lontano dal tatami per molto tempo) e Massimo, quest'ultimo alla sua prima esperienza in assoluto. Mimmo, che avrebbe voluto lottare, deve lasciare per problemi di lombalgia!

70 partecipanti e 2 tatami, arbitraggio del maestro Galzenati, sono le caratteristiche di questa edizione che sotto la guida del M° Paolo Girone sembra crescere di edizione in edizione!!

Massimo lotta per primo... sfodera un bel gioco da sotto, ma si lascia capovolgere due volte e soffre la monta dell'avversario pur riuscendo a liberarsi in diverse occasioni. Perde hai punti ma disputa una dignitosa lotta come prima esperienza! Bravo... sicuramente adesso saprà come muoversi per migliorare, e prendersi le soddisfazioni che sicuramente il futuro gli riserva.

Felice affronta un avversario muscolato e preparato, e perde 2 a zero, pur non essendosi allenato da molto. Se avesse avuto modo di allenarsi probabilmente avrebbe fatto molto meglio... grazie per esserci stato Felice... il tuo coraggio mi rende fiero di te!

Luigi disputa un solo match, contro un ragazzo molto più muscolato di lui a cui riesce a prendere la schiena velocemente e a finalizzare senza problemi. Come sempre Luigi = garanzia di successo!!! non avevo dubbi! Grande.

David Gargano, disputa 5 lotte e le vince tutte hai punti se non ricordo male, mostrando un gran gioco da passador, e una buona gestione dei vantaggi. Una lotta può essere fortunata, ma 5 no! questo è un segno dell'ottimo lavoro condotto da Mattia nella nostra sede staccata a Modugno, dove si lavora assiduamente per crescere insieme e fare risultati grandi come questo. David dimostra una tenacia e un cuor di leone che farebbero invidia a tutti!!! Bravo David e bravo anche Mattia.

Checco d'Amico, lotta contro Christian Ceccarelli, dell'ottima scuola Nova Invicta di Salerno del M° Candiloro. Quando ho visto chi era il suo sfidante, ho pensato "stavolta Checco ce lo giochiamo in 30 secondi!" conoscendo il valore di Christian. E invece pur perdendo il match Checco vende cara la pelle e gioca molto bene prendendo anche 2 punti di take down, e giocando in modo degno la sua partita, purtroppo viene inchiodato per armbar, ma dimostra di aver maturato molto la sua lotta.

Complimenti a tutti!!!!

Submission Fighting Cup - Torneo Interno 2011





Anche quest'anno abbiamo riproposta la ormai collaudata gara interna di grappling, volta ad alimentare il sentimento agonistico dei ragazzi dell'RGC Molfetta. La scorsa edizione vide delle belle lotte, e una finale combattutissima tra Mimmo e Luigi, con Luigi vincitore...
Quest'anno il numero dei partecipanti è aumentato e la qualità delle lotte anche.
Degne di nota le performance di Andrea, il più leggero di tutti oltre che il più giovane, che ha dimostrato la lotta più evoluta di tutti, X guard, deep half guard, e controllo dal basso a go gò, le lotte di Fernando, che ha avuto un pò di sfortuna negli accoppiamenti ma che ha dimostrato di essere un signore nel risparmiare finalizzazioni ai più inesperti. E anche stavolta la finale è annunciata: Mimmo Vs. Luigi, ma stavolta la spunta Mimmo con uno stile di lotta più pulito rispetto allo scorso anno.

Il podio è quindi il seguente:
1° Mimmo Vestito - 2° Luigi Germinario - 3° Davide "Sunshine" de Palma

Complimenti a tutti!!!!

lunedì 9 maggio 2011

Stage Bernardo Serrini - 08/05/11





Si è svolto domenica 8 maggio il terzo seminario di Bernanrdo Serrini presso il nostro centro RGC di Molfetta. Ho avuto il piacere di ospitare il Maestro per tutta la giornata, e come al solito è sempre divertente trascorrere un pò di tempo con Bernardo.
Dopo un breve giro turistico per Molfetta alla scoperta delle bellezze del centro storico, siamo stati ospiti di alcuni miei allievi per pranzo nel ristorante dove lavorano (grazie Fernando e Domenico!!!) e subito dopo in palestra per l'allenamento.

Dalle 15,30 alle 19 , il seminario ha registrato il record di partecipanti... 21 (compreso me), prova del fatto che il lavoro di divulgazione è stato ben svolto e la crescita dell'interesse per questa disciplina è davvero in aumento.
Ci siamo concentrati sugli attachi dalla cruzada, e dalla guardia seduta, e giusto per gradire, qualche minuto di sparring...
Tutto, come sempre in un clima disteso ed amichevole.
Vorrei ringraziare i miei allievi per essere accorsi numerosi come non mai, e tutti i rappresentanti delle altre scuole che sostengono le nostre iniziative.
Ossss