La MAT SIDE JIU JITSU Molfetta, scuola di NOGI grappling e Brazilian Jiujitsu nata nel 2006 a Bari, inizialmente col nome di SUBMISSION FIGHTING UNION, per iniziativa di Vanni Altomare.
Già attiva e presente nel campo, vanta già il conseguimento di numerosi titoli, e può contare su giovani talenti che cominciano ad affacciarsi nell'agonismo.
Nel 1998 Vanni Altomare consegue il grado di cintura nera di Judo. Oltre a questa disciplina pratica lotta libera e NOGI Grappling.
Nel 2010 è stato investito del grado di cintura blu di brazilian jiujitsu dal Maestro Bernardo Serrini.
Nel 2012 ha conseguito il grado di cintura viola, dal Maestro Roberto Atalla de Moraes. Nel 2014 consegue il grado di Cintura marrone di Brazilian Jiu Jitsu.
Il 5 giugno 2016 Riceve la cintura nera da Bernardo Serrini.

Oggi è l'unico centro accreditato dalla MAT SIDE nel sud d'Italia.

Quest'anno le lezioni saranno tenute presso il centro sportivo THE BOX - CrossFit Molfetta.

PER CONTATTI: vannialtomare@gmail.com

venerdì 10 giugno 2016

BLACK BELT

"Per quanto lontano tu possa andare,
sarà sempre qui ed ora!"
Una frase che, qualche tempo fa, una mattina, al risveglio, mi è suonata e risuonata nella testa. Non so dove l'ho sentita o dove l'abbia letta. So solo che, mai come in questo periodo, la ripeto a me stesso e sta diventando un mantra che accompagna i momenti più importanti della mia vita. Si, perchè posso arrivare lontano, posso viaggiare, posso essere spaventato all'idea di raggiungere una meta che sembra davvero così irraggiungibile, ma quando la raggiungo, mi accorgo che in realtà sono sempre io, che vivo il momento presente, che non è cambiato nulla, se non la prospettiva da cui si guardano le cose, ma, in fondo, resta sempre tutto com'è. Quindi non c'è da aver paura perchè, anche quando si arriva lontano, ci sarà sempre una nuova meta, ed un nuovo cammino da intraprendere. Adesso comincio a realizzare quello che è successo ieri.
Sono una cintura nera di Brazilian Jiu Jitsu, del M°Bernardo Serrini... la sua terza cintura nera, per l'esattezza, e sono orgoglioso di esserlo!
Per prima cosa, devo ringraziare Bernardo Serrini per essere stato sempre una guida, un punto di riferimento fermo, solido e autorevole, per aver saputo dispensare consigli come solo un atleta agonista può fare e aver reso possibile il mio cammino nel bjj, come atleta in primis e come istruttore.
Voglio ringraziare tutti i miei allievi ed amici, ma propio tutti: dal mio primo fratello Luigi Germinario, che dieci anni fa, quando era ancora un ragazzino assieme a Luis Vito, decise di darmi fiducia e seguirmi in questo percorso, fino all'ultimo arrivato. La vostra assidua frequenza ed il vostro impegno sono stati il reale carburante che ha permesso al nostro gruppo di avere una casa, un gruppo agonistico capace di fornire sparring e supporto di livello ad ogni cintura, e che ci ha resi un tatami serio e rispettato.
Lascio volontariamente per ultimo un ringraziamento a cui tengo particolarmente, per una persona che mi ha accompagnato in questo cammino dall'inizio fino ad oggi, che mi ha sempre supportato in ogni avventura e disavventura, fuori e dentro il tatami, che ha gioito e pianto con me, e che non ha mai mancato di darmi dei ben assestati calci in culo, ogni volta in cui mi sono seduto sulla mia pigrizia e sulla mia inerzia. Questa persona è stata la vera anima di tutto quello che ho fatto, e se sono un agonista lo devo solo a lei, che non ha mai smesso di spronarmi, di evidenziare i miei limiti e di motivarmi.
Grazie di tutto quello che hai fatto per me Daniela! Ti amo tantissimo.

venerdì 19 luglio 2013

IL VALORE SOCIALE DELLA LOTTA


Oggi, tra un render e l'altro, penso a ripenso, come sempre del resto, a quanto ho lottato in questo anno agonistico che si conclude, penso a quello che ho potuto imparare da tutte le persone con cui ho "rollato", penso a quanto reale sia il rapporto fra due persone che magari non si trattano fuori dal tatami, ma condividono pochi e faticosi minuti di sparring in palestra a giorni alterni.
La prima cosa che mi viene in mente è il valore assoluto che questo momento di condivisione possiede rispetto a tutti gli altri istanti di vita "in borghese". Si, parlo di condivisione, perché la lotta è condivisione.
In un intervista, la leggenda del bjj, Yuki Nakai, sostiene che attraverso la lotta, non c'è bisogno che due persone parlino la stessa lingua per diventare amici.
Ed è vero: posso combattere con chiunque (e non "contro") anche se il mio compagno non parla con me, e nel gesto della lotta, posso conoscerlo per quello che realmente è, senza imbattermi in tutti quegli orpelli estetici, sociali, culturali, che oggi sembrano essere così importanti per rapportarti al resto della società. Vesti firmato? hai una bella macchina? una posizione? sei molto colto? tutto questo non mi interessa... se lotti con me, posso sapere chi sei scavalcando tutti questi inutili contorni. Arrivare al "core" della questione senza filtri e mettere a nudo la persona che si è per davvero.
Se lotti meriti rispetto, perché ti metti in gioco, indipendentemente dalle tue capacità.
Non è un crimine essere dei lottatori scarsi, perché nessuno nasce "imparato" (licenza poetica pugliese). E' un crimine, invece, non lottare, ma atteggiarsi a grande lottatore. Quindi dalla genuinità del confronto, si esce sempre vincitori, perché si è riusciti ad accettare il fatto che l'altro possa aver indagato sul proprio vero io, si ha avuto il coraggio di mostrarsi nudi a tutto il mondo. 

La lotta è verità, e la verità non è facile da accettare per i più.
Oggi la gente si nasconde dietro una facciata, dietro i propri status symbol, materiali o immateriali, dietro l'immagine di bestioni pieni di muscoli, vestiti firmati, simboli di potere economico. Non che per me sia immorale essere benestanti, ma la maggior parte delle persone non sono più capaci di spogliarsi di tutte queste corazze. Farlo significherebbe riconoscere anche il valore sociale, che questo bellissimo momento di condivisione porta con se.

Nella Grecia antica, le palestre di lotta erano frequentate da tutti, e tutti combattevano con tutti, giovani contro vecchi, forti contro deboli, colti contro ignoranti, e gli altri sostavano ai bordi dell'area di lotta e guardavano i propri compagni lottare nell'attesa del proprio turno... e parlavano fra loro. Si scambiavano opinioni, commentavano, insegnavano ed imparavano.  Socrate, Platone, ed Aristotele erano tre lottatori e sicuramente ce ne saranno stati altri di illustri pensatori, a frequentare le palestre di lotta. Alcune delle loro lezioni ai giovani furono impartite proprio in questi luoghi. Come una pubblica piazza, lottatori giovani e anziani condividevano le loro conoscenze.
Immaginate la valenza sociale di un luogo del genere oggi: sogno un luogo senza porte, accessibile a tutti, dove ciascuno può condividere con gli altri lottando. Un luogo in cui i giovani imparano l'importanza del confronto, imparano a mostrarsi per come sono, a contare sulle proprie abilità, imparano ad ascoltare gli altri, a parlare con chiunque, e i più grandi imparano ad insegnare, a dare ciò che hanno da dare ancora, a sentirsi ancora importanti. 
Invece cosa succede? Giovani a casa davanti alla PS, senza la minima percezione del propri corpo, incapaci della minima attività fisica, e diversi problemi di socializzazione, trentenni stressati e rimbambiti dai media e dai modelli sociali che ti convincono di dover raggiungere, "altrimenti non sei nessuno", e anziani abbandonati a se stessi, convinti di essere oramai residuati bellici inutili.

La lotta è verità e come tutte le verità non è facile da accettare. Ecco perché è più facile guardare le partite di calcio: puoi vincere stando comodamente seduto sul divano.

EURO NOGI 2013


Dopo l'intensa annata agonistica, l'ultima fatica mi riporta a Roma per l'atteso EURO NOGI IBJJF 2013, il 30 giugno, esattamente nello stesso luogo dove si era tenuto l'Italian Open.
Daniela Franco, Mimmo Vestito e Vanni Altomare sono gli unici tre atleti a scendere in campo.

Daniela Franco affronta di nuovo Charlotte von Baumgarten, la plurititolata atleta che aveva già incontrato a Londra ad inizio anno. La lotta si ripete ma questa volta Daniela lotta meglio. Sicuramente cresciuta tecnicamente riesce a sostenere un avversaria che però poi ha la meglio.
Terzo posto per Daniela.


Mimmo Vestito in finale domina un match in piedi ed al suolo fino a 30 secondi prima della fine, dove per una distrazione subisce unpo sweep e regala la vittoria all'avversario. Peccato... Mimmo era sicuramente superiore.


Il sottoscritto dove aver ricevuto il bidone dal suo avversario, che non si presenta a lottare è costretto a cimentarsi nell'absolut division, dove affronto, al primo turno un polacco più grosso di me, ma riesco a batterlo per 2 a zero. Al secondo turno affronto Luigi D'antonio, il forte Judoka romano, amico di vecchia data, che si dimostra davvero un avversario duro benchè più leggero. Perdo per 2 a zero e porto a casa solamente l'oro a tavolino della categoria.

Amara esperienza, ma che chiude un anno dal sapore ambiguo. Buono per me e qualcun'altro... ma globalmente la squadra avrebbe potuto fare di più...


domenica 26 maggio 2013

Una preziosa collaborazione!

Dopo le ultime fatiche agonistiche sono finalmente riuscito a ritagliare un week end libero per poter andare a trovare Cristiano Fallai nella splendida Firenze. Una visita promessa e dovuta, ad un preparatore atletico che si può descrivere in una sola parola: TOP!
Da qualche mese, Cristiano Fallai, che opera in quel di Firenze come Istruttore di Tacfit, è il mio coach, e si occupa della mia preparazione fisica in vista delle competizioni.
Una trasferta lampo di un solo giorno, che, però, ha visto me e Daniela Franco, impegnati per più di 5 ore presso il suo centro, il T-LAB, oramai da un pò di tempo, punto di incontro di diversi atleti di calibro nazionale e internazionale, che si danno appuntamento qui per potersi allenare in un ambiente professionale e assolutamente funzionale.

martedì 30 aprile 2013

Italian BJJ Open 2013


E si riparte... ancora una volta per Roma.
La capitale quest'anno ci chiama, ancora una volta, a competere.
L'Italian BJJ Open, alla sua seconda edizione, questa volta divisa in due giornate, ha coinvolto 417 atleti provenienti da tutta l'italia e non solo. L'ottima organizzazione dell'evento, il prestigio della location e il livello della competizione, fanno di questa gara uno degli eventi più prestigiosi in Italia. Non potevamo mancare, anche perchè personalmente, l'anno scorso, io ho solamente accompagnato i miei atleti a combattere, e, per quest'anno mi ero riproposto di scendere in campo.
E quindi si parte, un'altra gara, un'altra avventura...

Oltre al sottoscritto, Felice Altamura, Fabio Petruzzella, i Fratelli Sgherza, Daniela Pansini, da Modugno, Giacomo Golia Maiullari, e Checco D'amico, e Daniela Franco nelle vesti di supporter.


domenica 24 marzo 2013

Allenamento funzionale



Iniziamo subito con il precisare che non sono un laureato in Scienze Motorie, ne un allenatore con brevetto di questa o quella sigla. Sono un atleta che per forza di cose si ritrova a fare da allenatore, prima di se stesso che degli altri, con almeno 10 anni di agonismo alle spalle e 20 anni di pratica di questa o quella disciplina, tra judo, libera, grappling e bjj.
Scrivo questo post, non con l'obiettivo di insegnare come ci si allena, non avrei nessun titolo per farlo, quanto per riportare la mia personale esperienza, e cercare un confronto con chi magari ne sa più di me.

Quello che mi ha spinto a scrivere circa questo argomento, che già qualche volta ho trattato prima, è innanzi tutto l'assistere al fiorire di una serie di corsi di allenamento "creativo", anzi fitness creativo, che sto riscontrando nelle palestre, che a me sembrano più Beauty Farm che palestre nel vero o proprio senso della parola. E ciò che mi colpisce, è che il target che risponde a queste offerte, è molto diverso da quello che mi aspettavo. Per lo più, lo stesso target che affollava le palestre con i corsi di aerobica, step,  gag, ... insomma ci siamo capiti.

Eppure quando sentii parlare di allenamento funzionale per la prima volta, mi sembrava di aver capito che si tratta sostanzialmente di preparazione atletica ad uno sport... "funzionale" non significa proprio, "specifico a qualcosa" ?

La mia personale esperienza riguardo la preparazione atletica alla mia disciplina, mi ha portato ad interessarmi a diverse attrezzature più o meno conosciute, a leggere un pò, e a confrontarmi con diversi esperti. Lungi da me apprendere questo o quel sistema, con brevetti o stage, per poter essere abilitato ad insegnare: non sono e non voglio essere un istruttore di altro. Ciò che faccio è informarmi per la mia preparazione e sperimentare su me stesso.

Oggi le palestre che fanno preparazione per MMA, grappling o bjj sono piene di attrezzi curiosi, improbabili, interessanti, conosciuti o meno, tutti sicuramente utili e nessuno indispensabile. Eppure, quando iniziai a fare judo (all'inizio degli anni 90) la polisportiva a cui era iscritto, dove c'era anche il settore Lotta Libera, non aveva tutte queste attrezzature, solo dummies, delle corde elastiche ma sopratutto bilancieri olimpici.  Oggi invece i centri che si occupano di combattimento sono affollati da kettlebell, clubbel, elastici, sandbag, bulgarian bag, slamball, corde, cavi, funi, catene, pliobox, ruote di camion, martelli ... ma saranno davvero così efficaci??

La mia personale opinione è che tutta questa attrezzatura sia sicuramente efficace, ma non è indispensabile. Ciò che invece è indispensabile è capire quale, di tutta questa roba, sia realmente più indicata per noi, approfondire l'utilizzo di quello specifico strumento ed affiancarlo ad una routine fatta di attrezzature realmente indispensabili come i bilancieri olimpionici e la tanto vituperata sala attrezzi.
Già perché utilizzare la sala da body building, non vuol dire necessariamente fare body builndig.

sabato 23 marzo 2013

6° Campionato Italiano FIGMMA

Dal'ultima partecipazione ad una competizione nella FIGMMA era passato diverso tempo ormai, e già da diverse volte, ora per il Campionato Italiano, ora per la Coppa Italia, mi ero lasciato sfuggire l'occasione di lottare in prima persona nel PalaFijlkam. Quest'anno, già da settembre, avevo pianificato di prendere parte al Campionato Italiano 2013, e avevo deciso di lottare meno nella prima parte dell'anno sportivo, proprio per evitare di "scoppiare" con l'approssimarsi della primavera. L'anno corso, infatti, partecipare a due competizioni internazionali e al Milano Challenge, per poi dedicarsi subito dopo Lisbona, alla preparazione per questa gara, mi aveva portato ad un brutto esaurimento mentale, e ad un conseguente infortunio al collo ad una settimana prima della gara.
Quest'anno, fortunatamente, non ci sonpo stati intoppi e sono riuscito a fare tutto secondo i piani.
Partiamo, dunque, in 9: Luigi Fino, Felice Altamura, Giacomo de Fazio, Saverio e Vito Sgherza, Alessio Germinario, Daniela Franco, il sottoscritto e Mimmo Vestito, stavolta in veste di accompagnatore ufficiale, impossibilitato a lottare per via di un infortunio.

Questa gara è stata preparata da tutti in un certo modo: non sono bastati i soliti allenamenti quotidiani, ne ulteriori allenamenti mattutini con bilancieri olimpionici, circuiti ed attrezzatura funzionale... molti di noi sono andati a fare lotta libera. Io stesso sono ritornato nella mia vecchia società sportiva di lotta libera, dove sono stato accolto, con i miei ragazzi, con grande disponibilità dal maestro di lotta Pino Palomba e dai suoi, che ci hanno subito aiutati con la preparazione del gioco in piedi e mi hanno aiutato a completare la mia formazione tecnica. Ottimo sparring, con pesi diversi, ottimi consigli tecnici.

Tutto questo, poi avrei avuto modo di notarlo in gara, è stato determinante nella mia performance nonchè in quella di tutti gli altri. Quindi tengo a ringraziare i ragazzi della Lotta della Libertas Molfetta per questa collaborazione.

lunedì 18 febbraio 2013

Secondo seminario a Foggia

Lo scorso 16 febbraio sono tornato a Foggia dove, come sempre, l'ospitalità e la cortesia dell'istruttore Andrea Cotugno sono solite accogliermi assieme ai suoi ragazzi.
Il mio secondo seminario, come già stabilito, sarebbe stato un approfondimento monotematico su un argomento sempre difficile e di sicuro impossibile da esaurire in una lezione, e cioè il passaggio della guardia aperta, quindi mi sono limitato ad illustrare alcuni semplici accorgimenti e dettagli della toreada, e alcune sue variazioni, non senza aver prima affrontato alcune tecniche in piedi, che mi riportano sempre a spolverare il mio judo.

domenica 3 febbraio 2013

Primo raduno ufficiale RGC Puglia!!


Domenica 3 febbraio, tutte le accademie di bjj pugliesi RGC, sono state coinvolte nel nostro primo raduno ufficiale. Ospiti dell'istruttore/atleta Mimmo Vestito a Giovinazzo. Presenti, naturalmente oltre a Mimmo, gli istruttori Mattia Gargano da Modugno, Andrea Cotugno da Foggia, Giancarlo Braschi da Putignano e Pierfrancesco Intini da Castellana. Due ore di tecnica e rolling.


lunedì 28 gennaio 2013

Seminario a Castellana


Sabato 26 Gennaio sono stato ospite dell'amico Pierfrancesco Intini di Castellana, che mi ha invitato per la mia prima lezione di bjj nel suo nuovo gruppo appena fondato "Circolo Lottatori 40° Parallelo".


giovedì 17 gennaio 2013

Seminario Bernardo Serrini 13.01.13


Domenica 13 Gennaio, abbiamo ospitato, nella nostra sede molfettese, Bernardo Serrini, leader della RGC Italiana.
Nelle 3 ore di lezione, abbiamo approfondito la guardia De La Riva nelle sue varie declinazioni, una tecnica in piedi, come solito in ogni seminario di Bernardo, in particolarmodo un Kataguruma, e un'ora di sparring.


venerdì 4 gennaio 2013

Jiu Jitsu: equilibrio personale


 Spesso rifletto su cosa ne sarebbe stato della mia vita, se non avessi conosciuto il jiu jitsu: per quanto mi sforzi di pensarci non sono in grado di dare una risposta a questa domanda. La lotta è un principio di vita così saldo e così forte nella mia testa, che non sono più in grado di scindere quello che succede sul tatami da quello che accade fuori, ed è oramai così da molto tempo. Come se le due cose, jiujitsu e resto del mondo, fossero fuse l'una all'altra, o meglio mescolate insieme come acqua e sale... l'acqua diventa salata, ne acquista il sapore, e non puoi più aspettare che quest'ultimo si depositi sul fondo, perchè chimicamente le due cose sono diventate una sola, diversa, nuova, e non tornerà mai quella di prima.

Strano sport il Brazilian Jiu Jitsu...
Adatto a tutti, certo, come ogni sport amatoriale che si rispetti.
Ma poi, per qualche arcana ragione, quando si comincia a padroneggiare un minimo di tecnica e l'asticella inizia a sollevarsi, nasce spontaneamente quel desiderio di mettersi alla prova, quella voglia innata che ogni uomo ha di ascoltare la vocina nella testa che dice "... vediamo se tu ce la fai?", e solo qualcuno decide di ascoltarla. Allora quello che era uno sport per tutti, diventa uno sport per pochi.


giovedì 6 dicembre 2012

Milano Challenge 2012



Anche se un pò in ritardo, mi appresto a riportare la cronoca di quella che è stata la mia seconda esperienza alla quarta edizione del Milano Challenge.

Mi appresto a partire alla volta di Milano, in compagnia di Davide Sunshine DePalma e Checco d'Amico. Altri due dei nostri uomini ci attendono già a Milano: sono Felice Altamura e Fabio Petruzzella.

Il giorno della gara appena arrivati al palazzetto, per una nostra distrazione nella lettura del programma di gara, riusciamo ad arivare giusto in tempo per rispondere all'ultima chiamata dell'unica cintura blu che porto in gara, cioè Davide, che si appresta immediatamente a lottare vincendo la prima lotta con largo vantaggio. Perde poi la seconda, a mio avviso ampiamente alla sua portata.


lunedì 12 novembre 2012

ADRENALINA



 In un film di 007 (Quantum of Solace), l'agente segreto più figo del mondo, prima di entrare in azione, dice “in addestramento ti insegnano che quando sale l'adrenalina devi compensare...”

Tante volte ho sentito parlare di ADRENALINA, e di come questa o quella esperienza spericolata, fossero “adrenalina pura”... Ogni volta che si parla di un'azione pericolosa o del brivido per la velocità, si parla di adrenalina.


domenica 11 novembre 2012

Seminario a Foggia


Sabato 10 novembre sono stato a Foggia, ospite del mio allievo Andrea Cotugno, che ha recentemente aperto i corsi del suo gruppo di studio di grappling e bjj.
Due parole su Andre sono dovute: dopo un anno intero di spostamente Foggia-Molfetta e ritorno, per seguire le mie lezioni 3 volte a settimana, con fidanzata (superpaziente) al seguito, quest'anno Andrea per motivio vari, mi aveva manifestato la sua impossibilità a ripetere la stessa impresa.


mercoledì 31 ottobre 2012

COPPA ITALIA FIGMMA 2012


Appena tornato da Londra, non ho nemmeno disfatto la valigia che mi sono ritrovato a salire su un piccolo 9 posti, diretto ad Ostia, per la Coppa Italia di Grappling 2012, consueto appuntamento annuale organizzato dalla FIGMMA.

Stavolta partecipo solo nelle vesti di tecnico, mentre a scendere in campo, gli oramai instancabili Luigi Germinario, Mimmo Vestito, e anche Fernando Pappagallo, assieme al folto gruppo modugnese di Mattia Gargano, che oltre a gestire i suoi ragazzi ha anche lottato. Da Modugno quindi oltre a Mattia, Checco d'Amico, Giacomo "Golia" Maiullari, Orazio Mattia, Vito Cutrone.


martedì 23 ottobre 2012

London Open International e Euro NOGI 2012


Quest'anno, la RGC Molfetta, approda nell'isola britannica per prendere parte al prestigioso trofeo internazionale di bjj, il London Open, che ha accompagnato la prima edizione del Campionato Europeo IBJJF di jiujitsu NO GI.

Ovviamente non potevamo pensare di restare a casa indifferenti.


lunedì 17 settembre 2012

Datsusara Battle Backpack SP 03

Da quando mi ritrovo a viaggiare per partecipare a gare, seminari, raduni e quant'altro, mi è capitato spesso di dover risolvere il problema del bagaglio, che è sempre troppo piccolo per trasportare il kimono e tutto il resto, oppure troppo grande da non poter rientrare nelle dimensioni richieste per il bagaglio a mano, in caso di viaggio in aereo.
Odio i trolley, non trovo comodi i borsoni a tracolla e, men che meno, le valigie.
Perfetti sono gli zaini, comodi e leggeri da trasportare, ma, ahimè, spesso troppo poco capienti.
Per non occupare spazio all'interno, il kimono, che è indubbiamente l'oggetto più voluminoso, viene spesso trasportato esternamente. Abitudine che rivedo spesso in molti ragazzi che viaggiano per il bjj, e che indubbiamente... fa anche figo! magari mettendo in vista la patch della propria accademia.

Per far questo c'è bisogno di uno zaino che abbia delle cinghie esterne.
Per un pò mi sono trovato a mio agio utilizzando uno zaino da skaters, devo dire molto ben strutturato, ma il peso del kimono esterno, tende a strappare le cinghie. Alla fine per quanto comodi o ben fatti, la maggior parte degli zaini non è mai resistente abbastanza per una tipologia di utilizzo simile a quella di un praticante di bjj. Oltre ai viaggi, c'è l'utilizzo quotidiano in palestra, i frequenti spostamenti e la comodità di avere un oggetto che contenga i propri oggetti personali a bordo tatami, o magari avere a portata di mano qualunque cosa utile allo sparring (paradenti, cerotto per tapping, acqua, ricambi, ecc...)

Googolando un pò mi sono imbattuto in diversi forum americani, dove si suggeriva il Datsusara Battlepack SP 03 come il miglior zaino per questo tipo di impiego. Mi sono subito precipitato sul sito e ho avuto immediatamente l'ispirazione.


Appena ricevuto posso dirvi che la prima impressione è di grande robustezza, resistenza e solidità. Lo zaino è completamente realizzato in canapa, un materiale che ha delle naturali proprietà di resistenza mecanica, oltre che antimicrobico e antibatterico. L'aspetto ruvido e cattivo, a dire il vero non mi dispiace affatto. E' indubbiamente uno zaino di estrazione militare, modificato per l'impiego nel bjj, MMA, sport da ring in genere...

Completamente pieno di passanti per l'ebentuale fissaggio di elementi esterni, dispone di una enorme vano centrale (58x33x20cm) in cui ci sono altre tasche, per ipod (con foro di passaggio per gli auricolari) una tasca per computer, e altre tasche per indumenti. Due grosse tasche laterali verticali, utilissime perchè in ciascuna entra tranquillamente una bottiglia di acqua da 1,5 litri. Immaginate in gara che comodità.



Inoltre un ulteriore vano frontale in cui ci sono tasche più piccole, tra cui una perfetta per un Ipad, e fra i due vani uno spazio esterno, in cui è possibile trasportare un kimono, fissandolo con delle cinghie. Lo schienale è rigido ed imbottito dove serve e inoltre dispone di altre tasche e taschine utili per qualunque oggetto personale piccolo vogliate trasportare.
La parte frontale è personalizzabile con una patch in velcro.

Linko di seguito il link del sito dove potete trovarlo e il videotour riguardante questo zaino.


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=TtQXmcPPb18

Il sito è www.dsgear.com

In generale posso consigliare questo articolo a tutti i praticanti alla ricerca di uno zaino funzionale e resistente.

Se siete interessati a questi articoli contattatemi.

martedì 11 settembre 2012

OVER 30


Ma voi che fate?
Ah ma vi fate male?
Ma io non so fare niente...
E vabbè, se comincio c'è qualcuno che inizia con me? 
Ma non sono vecchio per cominciare? ... ho 30 anni!

Sono queste la frasi che oramai sono sempre più abituato a sentire, quando qualcuno mi chiede informazioni sui corsi.
Ma l'ultima è la più simbolica. "Ho 30 anni! non sono vecchio?"
E io risponderei... - se sei arrivato a 30 anni e ti senti vecchio, allora non venire lascia stare -

Perchè mi fa rabbia pensare che ci sia la cultura dello sport agonistico under 30, e del fitness over 30... quasi a voler dare per scontato che superata questa soglia d'età, un ragazzo (perchè nel 2012, un trentenne è un ragazzo ancora) si debba trasformare in un giovane colletto bianco, che dovrebbe smetterla di pensare a questi "giochi", e dovrebbe concentrarsi sulle "cose serie".

E se proprio vuole, una o due volte alla settimana, il codice di comportamento del perfetto trentenne conformista, prevede, anzi concede, 2 o 3 sedute settimanali di una più che inutile moderata sala pesi, o una corsetta, senza esagerare troppo, perfetto sarebbe se poi c'è la partitella del venerdì.

Cari signori mi dispiace ma io non sono così.
Non me ne frega niente se sono dell'80, se i miei amici sono quasi tutti sposati con figli, se la mattina sono pieno di dolori e se non sono più nella adult.
Sono orgoglioso dei miei acciacchi, delle mie orecchie, di viaggiare per andare a prendere botte anche a ferragosto, mentre voi siete al bar della spiaggia a fare il Mojito Party. Io perseguo un obiettivo, crescere in quello che faccio, cercare altre medaglie, fare crescere il movimento del bjj nel mio territorio.
Ognuno, a qualunque età, ha il diritto di perseguire un obiettivo, e di qualunque genere sia, e merita sempre rispetto.

Combattere è un gesto naturale, antico quanto l'uomo, e ripetuto per secoli in ogni cultura, tranne che nella nostra a quanto pare, dove a 30 anni ci si sente inadeguati ad imparare qualcosa di nuovo.
Un trentenne si ritrova, dal punto di vista fisico, al massimo della sua condizione per quanto riguarda la forza e la resistenza. Ovviamente nulla a che vedere con un 18 allenato già da dieci anni. Ma non esistono controindicazioni per iniziare una pratica sportiva. Nessuno obbliga nessuno a lottare in gara, ma non c'è motivo per cui non lo si possa fare. E di sicuro non si diventerà dei grandi guerrieri, ma nessuno vi impedirà, qualora ci si innamori di questa disciplina, di avere le esperienze che hanno gli altri agonisti più giovani, di sognare una medaglia, magari nella categoria master, o senior, o semplicemente di sudare accanto ai vostri compagni agonisti per il conseguimento di un obiettivo comune. E poi ci sono 30 che non mollano mai, che imparano, si allenano e lottano... e portano a casa medaglie anche importanti.

Quindi, caro trentenne, cosa importa se non sarai mai bravo come un professionista che inizia a 10 anni? 

Il BJJ è una religione: se ci credi esiste e funziona, a tutte le età.


mercoledì 5 settembre 2012

Anno Accademico 2012/13


Sono già cominciate le lezioni dei nuovi corsi 2012/13.
Come al solito le lezioni si terranno negli orari e nei giorni consueti, per maggiori informazioni non esitate a consultare la sezione "ORARI LEZIONI".

martedì 4 settembre 2012

RGC Camp 2012 e inizio nuovo anno...

L'impressione che ho, tornando dal camp estivo della RGC, è quasi quella di chi si ritrova a fare una sosta in Autogrill a metà di un lungo viaggio in auto... sei stanco, sei un pò smarrito per la lontananza da casa, non sai come sarà la strada che ti aspetta, perchè non la conosci, sai che non sarà di sicuro strada asfaltata, sai che dovrai chiedere informazioni a qualcuno, ma sai che sei a metà, che sei al giro di boa, che sarà sempre in salita, ma non vedi l'ora di percorrerla perchè, dentro di te, sai che quando arrivi in cima, guardarsi indietro e vedere quanto è stata lunga, ti riempirà di soddisfazione.

Un viaggio è un viaggio, non importa se lo fai a piedi in auto o in bicicletta... è pur sempre un percorso, su una strada sconosciuta che ti porta in un posto che non hai mai visto. I luoghi che vedrai durante il cammino e quello che ci sarà ad aspettarti all'arrivo sono esperienze che ti arricchiscono e che ti fanno diventare più grande, o più vecchio... ma di sicuro più saggio e maturo.

Di sicuro questo è un viaggio che non si fa da soli, e si sa, viaggiare in compagnia è molto più divertente.
Adesso sono seduto in questa piazzola di sosta... e anche se sono in compagnia, sto pensando.

Penso alla strada che abbiamo fatto, alle avventure trascorse insieme ai miei compagni di viaggio, penso al navigatore che mi ha indirizzato sulla strada migliore, che in questo viaggio non è mai quella più breve, ne la più veloce, ma la strada più tortuosa, la provinciale sterrata che passa per le campagne e per i paesini, attraversa i luoghi e ti fa vedere le persone del posto. Penso alle cadute, alle suole consumate, agli amici incontrati lungo il viaggio e a quelli che si sono fermati, a quelli smarriti e a quelli che invece si sono rivelati dei solidi bastoni su cui poggiarsi quando ne avevo bisogno. E mi ritrovo a metà...

Se fin qui è stata dura, da domani si fa sul serio.

Il camp è stato come al solito splendido: grandi amici, grandi lotte, divertimento e lividi a volontà.
Vorrei rinnovare i miei più sinceri auguri a tutti i nuovi graduati, Gianluca Boni, Matteo Calamandrei, Lata, Andrea Lavaggi, e tutti gli altri... Auguro loro le più grandi soddisfazioni. Grazie di tutto.

Inoltre il nostro gruppo adesso conta 3 cinture viola, Daniela Franco, Luigi Germinario e il sottoscritto.
Meritatissime quelle dei miei ragazzi che di sicuro sapranno onorare il nuovo colore... Inoltre Mimmo Vestito riceve 2 gradi sulla blu e gli auguri che il suo corso di Gioviazzo vada alla grande.

I corsi sono appena ripartiti con le solite modalità (luogo, giorni, orari) e già siamo 20 sul tatami...


venerdì 8 giugno 2012

Raduno RGC e dintorni...

Il 3 giugno sono stato presente all'ultimo raduno nazionale tenutosi a Reggio Emilia, nella bellissima e funzionalissima palestra dell'istruttore Alessio Rimella, presso la polisportiva Gramsci. 100 mq di tatami hanno fatto da salotto, per questo evento che ogni volta mi vede tornare a Molfetta sempre più consapevole dei miei limiti tecnici.
Erik Tornaboni, Matteo Calamandrei, Matteo Menna, Mattia Macchelli, Gianluca Boni e Martina Barracani, sono stati i miei sparring per tutta la durata dell'evento....

Utile è stato anche vedersi per prendere parte alla riunione degli istruttori che ha stabilito alcune direttive per l'attività agonistica della squadra per il prossimo anno.
Sicuramente vedere tutti i miei amici riuniti e potermi allenare con loro è sempre una grande sodisfazione, oltre che una occasione unica di miglioramento tecnico e umano. Resto sempre stupito e piacevolmente sorpreso dall'atmosfera sempre allegra e spensierata dei nostri incontri. Un grazie di cuore a tutti quelli che vi hanno preso parte e un grazie di cuore ad Alessio che ci ha ospitati e, in particolar modo, a Matteo Menna che ci ha scorrazzati dall'areoporto sino al luogo del raduno.

Grazie di cuore...



Mentre io, assieme a Mattia Gargano e Checco d'Amico, ero impegnato in quel di Reggio Emilia, i nostri ragazzi erano in battaglia presso la gara di bjj organizzata a Ruvo dalla AIJJ... Giacomo Maiiullari, Luigi Germinario, Beppe Spaccavento, Felice Altamura, Aleandro Tristano, Giacomo de Fazio... 3 ori e 2 bronzi sono il bottino della gara. Come sempre RGC RULEZ....

Un mio sentito complimento andrebbe fatto a tutti e sei i partecipanti, ognuno per un motivo diverso... chi ha dormito solo un ora perchè è tornato a casa tardi da lavoro ed è comunque andato a combattere, chi ha lottato subito dopo aver appena concluso un'altra gara, chi dopo anni comincia ad esprimere il suo bjj in gara e a prendersi delle belle soddisfazioni, chi nonostante le prime sconfitte, non molla, e guadagna il rispetto sul campo! chi, invece continua come sempre, imperituro, a confermarsi quello che è ... un grande!


E come ogni anno... rieccomi ancora una volta a fare il discorso di rito, alla Albus Silente...

Questo è stato un anno strano, iniziato in un modo, e finito in un altro... partito in quarta e terminato un pò in sordina per alcuni (me!), magari meglio per altri...
Quest'anno abbiamo preso parte a moltissime gare, adottando la strategia della ubiquità, e per la prima volta anche a due importanti eventi internazionali, riuscendo finalmente a guadagnare medaglie importanti e a vantare atleti che riescono a farsi valere anche all'estero.

Qualcuno che non era mai stato all'interno del contesto agonistico ha iniziato a partecipare alle battaglie, e abbiamo due nuove cinture blu, che sono certo sapranno far valere il loro nuovo grado, e siamo ancora una volta, sempre più consapevoli delle nostre potenzialità, sia individuali che come squadra.

L'anno agonistico sembra terminato per noi, e già si programma quello futuro. Nuovi appuntamenti internazionali, un calendario gare già abbozzato, un allenamento annuale da pianificare e nuovi propositi. Ogni volta non manca l'entusiasmo di ricominciare... anche se, in realtà non è finito nulla. Ci aspetta il camp, ci aspettano i mesi estivi di sparring e funzionale...

PS.: nuovo campione della RGC Molfetta è Fernando Pappagallo che riesce a battere Mimmo Vestito nella finale del torneo interno... Complimenti alla neo cintura blu che si guadagna il posto che fu l'anno scorso dello stesso Mimmo e di Luigi prima ancora. terzo Classificato si riconferma Davide Sunshine de Palma

giovedì 31 maggio 2012

Stage Bernardo Serrini






Sabato 26 e domenica 27 Maggio, è venuto a trovarci il Maestro Bernardo Serrini, prr una due giorni di seminari nella nostra filiale della RGC di Molfetta, e per visitare la neo filiale di Modugno.
Come sempre grande affluenza in entrambe le date: più di 20 persone nella prima sessione di Molfetta e  una decina nella neo filiale di Modugno. Passaggio della guardia a Z e un pò di tecniche e passaggi base, sono state le materie di approfondimento di ciascuna delle sedute di allenamento, entrambe terminate con una bella oretta di sparring. Ciliegina sulla torta, il passaggio di grado di Fernando Pappagallo, e Davide "Sunshine" de Palma, che entrano nel mondo dei graduati dopo diversi anni di pratica nelle cinture bianche. A voi va il mio augurio di onorare al meglio il nuovo grado e migliorare con rinnovato impegno le vostre abilità.
Come al solito un ringraziamento speciale va a Bernardo, che con grande simpatia e calore umano riesce a rigenerare gli entusiasmi e l'interesse per questa splendida disciplina. 

Grazie ancora fratello e perdonami per non averti portato al LIVE... 

domenica 13 maggio 2012

Ultimi traguardi...



Ultimamente ho un pò trascurato questo blog. La cosa, dovuta di certo non ad una mia mancanza di volontà ma di tempo, mi ha lasciato indietro con diversi avvenimenti imprtanti che meritavano di essere registrati per essere tramandati ai posteri... da dove cominciamo?
Beh... di sicuro con il Campionato italiano di Grappling di quest'anno, tenutosi come sempre ad Ostia, che ha visto Stefano Modugno come unico rappresentante della nostra scuola molfettese debuttare in un buono ma sfortunato match in classe D. Degne di nota invece sono state le performance atletiche del sempre ottimo Checco d'Amico e di Gianni Ricci, della compaggine Modugnese, rispettivamente campioni italiani in Classe C e D. Il primo lotta magistralmente e controlla sempre i propri avversari senza problemi, combatte una finale rompendosi un dito ma riesci a conquistare il gradino più alto del podio. Il secondo domina tutti con il suo micidiale double leg e riesce ad imporsi in ben 4 lotte fino all finale. I ragazzi, allenati da Mattia Gargano, riescono a conquistare la stima del Team che Ufficializza l'esistenza della filiale di Modugno dell'RGC. A presto il battesimo del fuoco del loro istruttore, Mattia Gargano, nel prossimo raduno.


Ancora una volta siamo stati impegnati nella consueta edizione primaverile della Andria Submission Cup dove Stefano Modugno riesce a conquistare l'oro, Massimo de Bari un meritatissimo argento dopo aver battuto diversi avversari molto bravi, tra cui un bravissimo judoka, fernando Pappagallo un bronzo... che sarebbe dovuto essere un Oro, e che insegna a non sottovalutare nessuna competizione e spingere sempre in fondo con l'acceleratore quando si calca un tatami di gara. Bravi anche Davide "Sunshine" de Palma e Beppe Spaccavento, che affronta di petto la sua prima discesa in campo e anche se non trova molta fortuna, gadagna il rispetto dei suoi compagni.




Ultima sfida, Italian BJJ Open 2012, svoltasi a Roma, nella splendida cornice del Palatiziano. Si schierano Daniela Franco e il Modugnese Giacomo "Golia" Maiullari alla sua prima esperienza di GI, e speriamo prima di una lunga serie.
Daniela, che aveva accusato i sintomi dovuti allo stress da sovraallenamento, per un inizio anno un pò troppo carico di impegni (assieme al sottoscrito), ritrova la sua condizione, e demolisce la sua prima avversaria, che non conosco ma devo dire mi ha stupito per il suo sorriso e per la sua sportività. Nella seconda ed ultima lotta incontra una brasilana che si dimostra più tenace ma che finisce per soccombere ai punti. Complimenti a Daniela.


Giacomo Maiullari, con una pazienza grande quanto lui, affronta nel pomeriggio la sua prima lotta in kimono e devo dire la affronta bene. Finisce nella guardia chiusa dell'avversario, che prova ripetutamente a strangolarlo. Gestisce bene la postura e difendei baveri perfettamente, ma si sporge in avanti, restando pur sempre accosciato per terra, e finisce per sbattere un po l'avversario finendo squalificato per SLAM!!!una decisione che ha dell'incredibile, ma purtroppo ci troviamo costretti a lasciare l'area di gara con l'amaro in bocca.
Giacomo non ha potuto dimostrare il suo valore con il kimono ma spero non smetta di riprovarci perchè sono sicuro che ha le carte in regola per prendersi quello che gli spetta, cioè tante soddisfazioni in questa disciplina che credo gli calzi a pennello.
Come sempre, si va avanti e si guarda oltre.

martedì 21 febbraio 2012

Bouldering e BJJ




Da un pò di tempo ero alla ricerca di un'attività sportiva da praticare come seconda disciplina che fosse di supporto al BJJ . A detta di molti maestri, il surf rappresenta loa prima scelta, in quanto tradizionalmente legata al mondo dei lottatori brasiliani e per la capacità di incremento del senso di equilibrio.
Ma noi poveri terroni confinati dove non possiamo godere delle onde oceaniche, cosa possiamo fare? Presto detto... pare che l'arrampicata sia una ottima disciplina di supporto al BJJ perchè migliori la forza nelle prese, favorisce lo sviluppo del senso di equilibrio e la capacità di distribuire il carico di lavoro nei vari arti, sempre uno per volta. A tale proposito vorrei segnalare l'inaugurazione di una nuova parete artificiale per arrampicata libera (disciplina boulder) che si terrà a Bari, il 26.02 presso la Pineta di S.Francesco. Tutti gli interessati possono contattare gli amici della A.s.d. ClimbWall  per eventuali informazioni.
Noi della RGC Molfetta ne prenderemo parte...

A presto report e foto della giornata.

domenica 5 febbraio 2012

EUROPEI DI LISBONA 2012: LA VENDETTA!


  
Ancora una volta mi ritrovo a dover descrivere le lunghe e intense giornate che il nostro piccolo, e allo stesso tempo grande gruppo, ha dovuto a ffrontare nella capitale portoghese, in occasione dei campionati europei di brazilian jiu jitsu. E' già la seconda volta che la nostra squadra decide di prendervi parte e, sia come team leader che come atleta, mi ritrovo a dover fare un bilancio delle nostre prestazioni cercando di valutare correttamente tutto quello che è successo, ma anche quello che avrebbe dovuto succedee e così non è stato. Le cose da raccontare sarebbero davvero tante, e non basterebbe un post a sintetizzarle, sia dal punto di visto prettamente agonistico che dal punto di vista umano. Perchè, anche se adesso mi appresto a scrivere come farebbe un cronista freddo e distaccato, come istruttore e amico dei miei compagni di viaggio, non posso prescindere dall'aspetto umano, che è stato l'unico vero motore a spingere Luigi Germinario, Mimmo Vestito, Daniela Franco, Davide Sunshine de Palma, Fernando Pappagallo, nonchè il sottoscritto, a compiere i sacrifici fisici ed economici necessari ad imbarcarsi in questa seconda avventura internazionale.
L'anno scorso, e questa è storia oramai, io stesso, con Daniela, Mimmo e Luigi, tornammo da Lisbona con le ossa rotte (agonisticamente parlando), buttati fuori al primo turno, tutti senza eccezione, e con il morale sotto i tacchi. 
Ma il nostro non è uno sport come gli altri. Non è uno di quei sport in cui si dice "e ma sai... oramai ho una certa età...", "e ma sai... quelli sono professionisti..." o ancora "e ma sai... a me va bene così, mi basta poter dire che ci ho provato! tanto so che non ci arriverei mai...". No! 
E' passato un anno, ed eravamo ancora li, a rischiare di prenderle ancora, a rischiare di restare nuovamente delusi e consapevoli che, i nostri, sarebbero potuti essere, ancora una volta, sacrifici non ripagati. Ma questa volta, eravamo più numerosi, avevamo consapevolezza del livello che ci avrebbe aspettato in gara, ed eravamo più preparati. 
E questo è quello che è successo...
Il primo giorno di lotta Luigi (sempre fortunello), Fernando e Davide, erano fra noi i primi a combattere. Luigi scende in campo determinato e sicuro... l'ho visto molto deciso, e ho pensato che stavolta avrebbe certamente dato tutto quello che aveva senza riserve. E così è stato: nella prima lotta, scampato il pericolo di un fulminep quanto immediato armbar, riesce a passare e a controllare senza mai perdere la gestione del match... vince 6 - 0!

Ho pensato questo arriva sul podio! ma così non è stato. Il destino gli mette contro un ragazzo brasiliano bravissimo che riesce a tenergli testa e a prendere il controllo della situazione. Luigi lotta come sa fare... bene! ma non basta e prende un armbar. Fine della sua scalata, ma torna a casa consapevole che la sua categoria, se pur tra le più difficili (adult pluma blue belt), è alla sua portata. Si è vero, abbiamo visto ragazzini con la cintura blu giocare in inverted guard e fare il berimbolo dalla de la riva come i fratelli Mendez... ma Luigi non è da meno! io ne sono certo. Può portare il suo gioco e fare bene.

E' la volta di Fernando. 
Fernando nei mesi precedenti aveva dimostrato un jiu jitsu molto evoluto per essere una bianca, cosa che mi faceva ben sperare in un buon risultato in gara...
eppure la pressione per una gara così grande e un pò di senso di smarrimento lo hanno inchiodato un una mezza guardia che avrebbe potuto gestire molto bene per le sue capacità ma che non è riuscito a sfruttare. La stessa cosa è capitata a Davide che ha lottato subito dopo. Entrambi hanno dovuto pagare il prezzo della prima esperienza in campo internazionale, lo stesso prezzo che l'anno scorso pagammo noi, e sono certo che questa esperienza li aiuterà a crescere così come ha reso noi più consapevoli dello stato mentale da ragggiungere in gara.



Termina così il primo giorno... con un pò di amaro in bocca per Luigi e un pò di delusione per Fernando e Davide.

Ma siamo al secondo giorno. Stavolta tocca a me, a Mimmo e a Daniela.
La prima a lottare è Daniela. Anche lei scende in campo determinata e sicura e riesce subito a dominare un match difficile ma alla sua portata...
Adesso non ricordo bene come è andata, perchè contemporaneamente ho gestito il suo warm up, il mio e quello di altri ragazzi della squadra, ma ricordo Daniela passare il primo match e tornare in zona riscaldamento ripetendo a se stessa " è ancora la prima lotta, è ancora la prima lotta!" e così la prima, la seconda e la terza, alcune vinte ai punti altre per finalizzazione... fino ad affrontare la finale, dove un infortunio al polso per tentativo di mano de vaca da parte dell'avversario la costringe a fermarsi e a recarsi in zona di soccorso. Argento per lei!!!! Grande risultato!


E' la volta di Mimmo... quest'anno più forte e preparato che mai, si appresta a guadagnare il tatami senza le sue solite incertezze. E' stato con me durante il suo riscaldamento e l'ho visto molto più lucido del solito... convinto del suo gioco e della sua micidiale Kimura. Quando è salito sul tatami, per affrontare il suo primo avversario, sapeva cosa avrebbe dovuto fare e così è stato. Passa, prende la nord sud, e chiude la sua kimura. Vince la prima e stringe il pugno in alto per la soddisfazione! Grande Mimmo!!! Arriva il momento del secondo match... Forse un pò più rilassato e felice della prima vittoria che gli ha fatto guadagnare il bronzo, Mimmo affronta un avversario cmq molto forte, ma che , sono convinto se fosse stato il primo, avrebbe battuto sicuramente. Invece non va avanti e la sua scalata si ferma qui... al bronzo! un bronzo meritatissimo che mi riempie di soddisfazione come suo istruttore e amico. Mimmo è uno di quelli che ha reso il gruppo davvero più forte e compatto e che più di tutti ha saputo contribuire alla crescita comune, mettendoci del proprio e partecipando in prima persona a tutti gli eventi senza risparmiarsi mai... GRAZIE per tutto quello che fai e continui a fare!
           

E, dulcis in fundo, tocca a me. Lotto nella prima lotta con un ragazzo polacco, fisicamente molto robusto, ma tecnicamente poco entusiasmante. Adesso, a più di una settimana di tempo, non ricordo come è andata esattamente, so solo che verso la fine del tempo ero sotto col punteggio e mi sono ritrovato a tenere una nord sud che ho dovuto trasformare in armbar. Vinco la prima! pieno di soddisfazione mi appresto a raggiungere la zona di riscaldamento.

Nella seconda lotta affronto un ragazzo brasilianio alto quasi 2 metri. Penso "se mi mette guardia è finita!". E infatti si lancia subito al suolo, ma non resce mai a chiudermi in guardia, tenta strenuamente di impostare un gioco sulla spider ma non riesce a incastrare nulla. Sul momento di passare, l'arbitro ferma l'incontro per medicare una ferita sulla sua fronte. Sono sopra di un vantaggio è il match è ancora aperto. Ma al momento di ricominciare si riparte da una mezza guardia che non esisteva!!!! Ovviamente questo favorisce il mio avversario che prende l'occasione al volo e riesce a ribaltarmi ottenendo 2 punti. Non andrà oltre per il resto del match ma gli basta per vincere. Mi fermo qui!

Alla luce di tutto posso ritenermi abbastanza soddisfatto: la squadra è cresciuta e i risultati non sono mancati. Certo, ritorno in Italia con l'amarezza di chi ha mancato, ancora una volta il podio per un soffio, ma, come sempre, sono abituato a guardare il bicchiere mezzo pieno, e adesso so, e ne sono convinto, che la squadra può vantare elementi competitivi anche all'estero, che il mio livello è migliorato, che abbiamo imparato quanto la condizione mentale sia importante, e forse è un buon 50%, di quello che fa la differenza, quando si lotta a questi livelli, e che, in definitiva, ci siamo anche noi in gare come questa!!! 

Non sono mancate anche le note negative.
Una fra tutte, adesso sappiamo che se ci dovessimo far male in gara, la IBJJF, ci lascerebbe morire senza degnarci di portarci in ospedale. Questo è quanto successo ad Andre Verdemare, che abbiamo visto fratturarsi un omero in gara, e sentirsi negare uno strappo in ospedale, da parte di quelli che loro chiamavano infermieri, in quanto, per loro, un braccio piegato al contrario non sarebbe una questione di vita o di morte! 

L'anno prossimo ci porteremo un otopedico da casa!





sabato 24 dicembre 2011

Stage Bernardo Serrini 18.12.11



Ancora un altro stage del Maestro Bernardo Serrini a Molfetta, come al solito condito con la solita simpatia e grande calore umano che contraddistingue tutti i suoi appuntamenti. Un pò di lavoro in piedi sui seoi nage, laterale, un soluzione molto apprezzata per prendere la schiena dall'under pass, e lavoro dalla guardia de la riva. Come al solito ottima l'affluenza di tutti, interni ed esterni, e molto gradita anche la presenza di un mio vecchio amico di tatami, la cui conoscenza risale a prima che il bjj entrasse a far parte della mia vita... Pierfrancesco Intini di Monopoli, leader del team Sagittarius. Mi ha fatto piacere riabbracciarti fratello!Grazie anche a Roberto Cavallone con il suo gruppo South Side Jiu Jitsu e a Mattia Gargano, sempre presente.